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Venerdì 2 luglio è in programma un Consiglio federale che si annuncia difficile per il presidente della Figc, dopo la brutta scoppola incassata dalla Nazionale di Lippi in Sudafrica.

 Giancarlo Abete non ne vuole sapere di dimettersi, nonostante l’opinione pubblica e molti addetti ai lavori abbiano avanzato con forza questa richiesta per uniformarsi alle decisioni prese dal suo pari gradoEscalettes dopo la disfatta al Mondiale della Francia di Domenech.

Mario Macalli, il potente presidente della Lega Pro, ha le idee chiare:”La Figc deve fare la Figc e sinora non l’ha fatto: io accuso Abete di non aver preso mai decisioni. Non c’entra Lippi. Il ct può anche aver sbagliato qualcosa ma aveva pur vinto il Mondiale 2006, no? È tutto il resto che non funziona”. Venerdì, conclude Macalli, non sarà una giornata dall’esito scontato: “Perché così non si può più andare avanti”.

A quanto si sa i 22 consiglieri federali non chiederanno le sue dimissioni, ma solo se sarà messa in cantiere una vera rifondazione del sistema. Abete ha già un piano, che illustrerà venerdì e prevede alcuni passaggi chiave:

1) riformare i campionati professionistici;
2) riordinare e potenziare i vivai;
3) regolamentare l’arrivo dei calciatori stranieri;
4) ristrutturare il Club Italia, organismo nato nel 2002 per dare organicità alle varie rappresentative di categoria e mai decollato;
5) servirsi dell’ausilio di un manager, che potrebbe essere anche un ex giocatore, in grado di coordinare dal punto di vista tecnico le varie rappresentative (dall’Under 17 fino alla nazionale maggiore).

Bisognerà vedere cosa ne pensano i club di questo progetto e fino a che punto Abete si saprà dimostrerà il decisionista che non è mai stato finora.

Zamparini, il sanguigno presidente del Palermo squalificato per sei mesi dalla Figc, non l’ha mandata a dire. Vuole che Abete se ne vada il prima possibile. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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