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La decisione presa dalla Figc del presidente Abete nel Consiglio federale del 2 luglio in tema di extracomunitari non è andata affatto giù ai club della neonata Lega di serie A (che ha preso ufficialmente il via dal 1 luglio).

Tra gli altri se ne è fatto portavoce Pietro Leonardi (nella foto), ad del Parma, nel corso di un intervento alla trasmissione sportiva Notti Magiche: “Partiamo dal presupposto che i due extracomunitari che sarebbero arrivati, secondo la norma prima in vigore, avrebbero sostituito altri 2 che avrebbero lasciato il paese, senza quindi nessun aumento anzi con un miglioramento tecnico per il nostro campionato perchè evidentemente i due partiti non sarebbero stati ritenuti all’altezza della squadra. Quindi grazie a questa norma la squadra è costretta a tenersi gli extracomunitari che ha, impedendo di fatto un salto di qualità tecnico e tutto ciò può avere un unico motivo: il fallimento della Nazionale. Ma mi domandi io, 4 anni fa con la medesima situazione regolamentare di 2 giorni fa, non abbiamo vinto un Mondiale?”.

Una decisione indigesta. La rabbia che monta all’interno di una Lega che vuole più potere e pensa in futuro a un modello Premier affrancandosi dalla Figc, come ha dichiarato nei giorni scorsi il vulcanico presidente del Palermo Zamparini (eletto consigliere di Lega).

Il senso di ingiustizia percepito dai club è sintetizzato dallo stesso Leonardi: “Si manca di rispetto a chi lavora per anni interi, una decisione ridicola fatta solo in funzione del disastro azzurro”. Non manca una stilettata al non dimissionario Abete: “Io se a fine anno ho fallito sbagliando una strategia, rischio il posto e di certo non posso prendere decisioni ridicole come queste. Invece di pensare ad un riforma radicale si prende questa via facendo vedere solo in apparenza che il calcio italiano vuole migliorare”.

Quella di dare battaglia è più di una minaccia: “La Lega di Serie A faccia una assemblea e si riunisca in fronte unito pronto a combattere. Perchè così è una mancanza di rispetto per la Lega che è un apparato che manda avanti tutto, checchè ne dicano gli altri. E lo dico con forza perchè io ho lavorato per portare dei giocatori di qualità al Parma e che ora non possono arrivare”.

 So. Gian. – www.calciopress.net

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