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La crisi è un fenomeno che non tocca solo il calcio italiano. Dalla Spagna arrivano notizie preoccupanti sul futuro del Barcellona (nalla foto, il il Camp Nou). L’allarme lanciato dal neopresidente del club catalano, Sandro Rosell, è un monito per gli addetti ai lavori di mezza Europa.

Il suo predecessore, Joan Laporta, ha lasciato un buco di bilancio di circa 150 milioni di euro. Ciò comporterà un ridimensionamento delle spese e avrà inevitabili riflessi sul potenziamento della squadra.

E così il povero Rosell – in attesa incassare diritti televisivi e proventi Uefa per il piazzamento in Champions League – si trova adesso costretto a ricorrere a un prestito bancario per pagare gli esosi stipendi dei suoi giocatori.

La parola d’ordine è risparmiare. In questa prospettiva, è una specie di obbligo la cessione di Ibrahimovic (e del suo oneroso contratto da 45 milioni di euro netti per quattro anni, con un’uscita di 90 milioni per il Barcellona).

Ha spiegato Rosell: “Non siamo in bancarotta perché continuiamo a generare introiti e la situazione è sotto controllo, ma abbiamo al massimo 50 milioni di euro per i nuovi acquisti e al momento non abbiamo altra liquidità”.

Già ceduti Touré al Manchester City e Chygrysnkiy allo Shakhtar Donetsk (incasso 45 milioni di euro), sono con le valigie pronte anche Caceres, Hleb, Keirrison e Henrique (tutti acquistabili a prezzi da svendita).

E mentre Rosell punta a un nuovo accordo con il media partner televisivo Mediapro, i primi a pagare saranno come sempre i tifosi. Penalizzati da un aumento del 15 per cento circa sul prezzo dei biglietti, si augurano che l’attivismo di Rosell serva a togliere dalla bufera un club che si è svenato più di quanto avrebbe dovuto. 

So. Gian. – www.calciopress.net

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