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Sergio Mutolo

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Le polemiche che in casa viola hanno fatto seguito al doloroso distacco con Cesare Prandelli. Il sostanziale distacco dalle faccende gigliate dei fratelli Andrea e Diego Della Valle, che sembrano aver delegato tutto quanto concerne il settore comunicazione a Pantaleo Corvino. I cattivi risultati ottenuti nella stagione scorsa. La crisi economica che morde. La Tessera del tifoso.

Sono alcuni dei fattori che potrebbero aver determinato l’inatteso flop registrato finora nella vendita degli abbonamenti. I dati comunicati finora dal botteghino parlano chiaro, considerato che è stata di poco superata quota 2 mila. Numeri che fanno paura e non permettono voli pindarici, anche se qualcuno sostiene che sono allineati a quelli dello scorso anno di questi tempi.

Il diritto di prelazione terminerà il 23 luglio, ma la vendita libera si prolungherà fino al 23 agosto. Ci sono speranze che i numeri possano riprendere a correre?

Il presidente del Centro Coordinamento, Filippo Pucci spiega: “Siamo in un momento di fiacca. Per il momento le curve sono semivuote. La maggior parte delle vendite è stata in Tribuna Centrale e in Maratona”.

E’ pensabile arrivare ai 25 mila abbonati prospettati dall’ad della Fiorentina, Sandro Mencucci? Il presidente dell’Atf, Valter Tanturli, non si fa soverchie illusioni: “Scordatevelo. L’anno scorso, senza la tessera del tifoso, gli abbonati furono 20mila349. È impensabile superare quella quota. I tempi di Socrates, quando facemmo 17mila abbonati in Fiesole, sono finiti. La mia previsione, anzi, è che quest’anno in curva resteranno invenduti almeno 3mila posti”.

Si parla di un nutrito gruppo di ultras (certamente superiori a mille) che non hanno nessuna intenzione di sottoscrivere l’abbonamento insieme alla Tessera del tifoso imposta dal ministro dell’Interno Maroni. Per assistere alla partite della Viola, acquisteranno i biglietti volta per volta.

L’ipotesi più verisimile è che stavolta si resterà abbondantemente sotto le 20mila tessere vendute. Una cifra molto negativa. In serie A, nell’era Della Valle, un livello così basso non è mai stato toccato.

Un ulteriore motivo di cruccio per l’ex patron Diego e l’ex presidente Andrea. 

Lu. Cian.www.calciopress.net

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