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Sergio Mutolo

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Il 7 luglio 2010 è nata la nuova Lega di serie B. Le premesse per il rilancio di una categoria in declino ci sono tutte, almeno sulla carta. L’obiettivo prioritario, quello di darsi una nuova identità, si riassume nell’intrigante slogan “Tutti i colori della passione”.

Come è stato spiegato il giorno della presentazione, la nuova serie B punterà su un caleidoscopio di prerogative potenzialmente vincenti. La territorialità, il senso dell’appartenenza, la difesa dei colori, la passione dei tifosi, l’attenzione al sociale e il dinamismo.

La nuova Serie B è una categoria che nasce giovane, pur se con una lunga storia alle spalle. Dovrà diventare un serbatoio di talenti per la serie A e rappresentare il vero futuro del calcio italiano.

Uno dei primi obiettivi da centrare è quello di riportare il pubblico negli stadi. I numeri dai quali si riparte, guardando alla stagione appena conclusa, sono davvero modesti. Anche per questo, almeno ce lo auguriamo, non potranno che essere migliorati.

In questa prospettiva, anche per richiamare tutti alla realtà in giorni di facile euforia per le tante novità al nastro di partenza, riproponiamo un articolo pubblicato da Calciopress 13 febbraio 2010.

I piccoli numeri del calcio italiano di serie B dovrebbero costituire, per gli addetti ai lavori, una fonte di attenta riflessione (Sergio Mutolo).

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I dati sulle presenze di pubblico registrate in serie B, tratte dal sito digilander, mettono in evidenza numeri assai mediocri per quella che è pur sempre la seconda divisione del calcio italiano. Il sistema esce nettamente perdente dal confronto con altre realtà europee di pari categoria, in particolare con la Championship inglese.

Sono state considerate le 252 partite interne giocate finora dai 22 club della cadetteria. Gli spettatori sono stati 1.240.294 in totale. La media, in linea con i deprimenti dati generali di un calcio italiano in netto declino sotto questo profilo, risulta pari ad appena 4.922 presenze per gara.

Nelle prime cinque posizioni della graduatoria troviamo: 1) Torino (media gara 13.368); 2) Cesena (10.877); 3) Salernitana (7.355); 4) Vicenza (6.918); 5) Padova (6.598).

Nelle ultime tre posizioni abbiamo, partendo dal fondo: Gallipoli (1.699), Grosseto (2.743) e Piacenza (2.858).

La partita più vista è stata Torino-Empoli, con 18.606 presenze. Quella meno seguita Gallipoli-Frosinone, alla quale hanno assistito solo 796 spettatori.

Rimane da osservare che solo due squadre su ventidue (Torino e Cesena) hanno superato la soglia delle 10mila presenze medie per partita, mentre due (Gallipoli e Grosseto) viaggiano a una media inferiore alle 3mila unità.

Segnaliamo infine la grande manifestazione di tifo offerta dai sostenitori della Salernitana. La squadra granata, ultima in classifica generale assai staccata dalle altre, si piazza la terzo posto nella speciale graduatoria che abbiamo passato in rassegna. 

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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