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Il presidente della Lega Pro, Mario Macalli, è intervenuto alla trasmissione Il Campionato dei Campioni su Oden Tv e ha rilasciato un’intervista a Flavio Grisoli di professionecalcio.net.

All’ordine del giorno l’ecatombe dei club da lui diretti che potrebbe essere sancita dal Consiglio federale nella seduta del 16 luglio.

Otto società sono già fuori (non hanno neppure presentato la domanda di iscrizione ai campionati di Prima e Seconda Divisione) e altre 25 sono state bocciate in prima istanza. Il vaglio della Covisoc, della Commissione criteri infrastrutturali e della Commissione criteri organizzativi non le ha ritenute meritevoli delle Licenze Nazionali.

Molte di queste si metteranno a posto entro le ore 13 di oggi, sabato 10 luglio. Molte, non si sa ancora quante, non ce la faranno e saranno cancellate dai campionati professionistici. Già in due non hanno neppure presentato il ricorso (Arezzo e Manfredonia) e portano già a dieci il totale delle non ammesse. Delle altre poco si sa, se non notizie frammentarie. D’altra parte nemmeno la Figc ha emesso un comunicato ufficiale sulle bocciature Covisoc e gli addetti ai lavori si sono dovuti arrampicare sugli specchi.

Macalli ha una sua spiegazione e spara bordate contro la cadetteria e la massima serie nazionale: “C’è una regola sola da rispettare: per fare calcio bisogna avere i mezzi finanziari. Non ci sono risorse, sono male distribuite. C’è chi ingrassa come i maiali, la Serie A, e chi brucia i miliardi (la Serie B). Quello che succede quest’anno si ripeterà anche l’anno prossimo, in maniera più grave”.

A chi gli chiede se la Lega Pro 2010/2011 avrà cinque gironi con meno di 18 squadre risponde: “Io non lo so, certo è che non so neanche come certe società troveranno in 24 ore quello che non hanno trovato in 6 mesi. E poi, vista la situazione, non credo che ci saranno ripescaggi”.

Secondo Macalli il calcio è un mondo che non ce la fa più a stare in piedi, almeno a certi livelli: “Sono molto demoralizzato, perché aver dato una vita per poi tirare le righe sulle società. È il sistema che va cambiato: solo un folle può pensare che con uno stadio da 400 posti si può fare professionismo”. 

Il rischio è che si moltiplichino casi tipo l’Igea Virtus di Barcellona Pozzo di Gotto: “Già quelle che sono rientrate all’ultimo momento, all’ultimo minuto con la fideiussione in bocca, partiranno senza avere un euro in tasca. È scandaloso, sicuramente si pesterà più con le sanzioni, ma si vivranno tante situazioni come quelle dello scorso anno. E il prossimo anno il doppio”.  

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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