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La vicenda Unicredit-Sensi dimostra come, nel calcio moderno sempre più in mano al business, il ruolo delle banche stia diventando cruciale.

La carenza di liquidità, che in categorie come la serie B e soprattutto la Lega Pro espone i club a rischi inimmaginabili (ne è prova la crisi irreversibile della Prima e Seconda Divisione squassate da una crisi senza precedenti), rende sempre più stretto l’intreccio tra istituti bancari e società calcistiche.

L’interesse delle banche, tuttavia, si concentra per ora sulla serie A. Si tratta di una categoria ancora appetibile, nello sconquassato panorama del calcio gestito dalla Figc del non dimissionario Abete, in rapporto al valore aggiunto dei diritti televisivi che determinano flussi di danaro di consistenza ancora notevole.

La conferma di questo stato di cose viene sempre da Unicredit. Il colosso del credito guidato da Alessandro Profumo che dalla scorsa edizione è anche sponsor della Champions League, è pronto ad anticipare alle 20 società che fanno parte della nuova Lega Calcio Serie A l’intero ammontare dei diritti televisivi relativi al Campionato e alla Coppa Italia, che nei mesi scorsi l’advisor dei club (Infront) ha negoziato con le principali emittenti (Rai, Mediaset e Sky Italia). Si tratta di 1,9 miliardi di euro per due stagioni.

Nei giorni scorsi, si legge in un articolo di Milano Finanza, il deputy-ceo di Unicredit, Sergio Ermotti, e il responsabile Financing & Advisory di Piazza Cordusio, Vittorio Ogliengo (che è il manager che sta curando in prima persona l’operazione), hanno scritto una lettera al presidente della Lega Calcio, Maurizio Beretta, in cui hanno illustrato le linee guida della proposta elaborata dalla banca.

Una proposta che Beretta ha subito girato ai presidenti delle 20 società di Serie A, ricevendo un sostanziale via libera per procedere nei colloqui con Unicredit. Venerdì 9 luglio, il team di Piazza Cordusio che sta curando l’operazione ha presentato ai vertici della Lega Calcio una proposta di massima: creare un efficiente strumento di funding per le società calcistiche iscritte alla massima competizione nazionale, che non sostituisca i canali di finanziamento già esistenti, ma che sia complementare con questi ultimi.

Unicredit non si pone l’obiettivo di diventare la banca di riferimento di tutti i 20 club (anche se in molti casi già lo è). I club, visto che l’adesione alla proposta di Piazza Cordusio sarà individuale e non collettiva, potrebbero anche decidere di farsi scontare l’incasso dei diritti tv da un’altra banca, ma se invece decidessero di muoversi compatti potrebbero sfruttare le economie di scala, specie sul pricing del finanziamento, che la soluzione offerta da Unicredit consentirebbe.

E proprio per questo motivo, stando alle indiscrezioni raccolte, sembrerebbe che i 20 club siano orientati a sottoscrivere unanimemente la proposta della banca guidata da Profumo. 

Lu. Cian. – www.calciopress.net

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