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Sergio Mutolo

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Il calcio italiano si avvia a perdere l’ennesima battaglia. Dopo la mancata approvazione della legge sulla costruzione dei nuovi stadi, la patetica esclusione da Euro 2016, la perdita del terzo posto nel Ranking Uefa a vantaggio della Germania, la disfatta sudafricana della Nazionale di Lippi, l’ingloriosa cacciata dell’arbitro Rosetti dal Mondiale dopo due sviste gigantesche, le mancate dimissioni di Abete e dei vertici della Figc, la grave crisi economica che sta mettendo sul lastrico serie B e Lega Pro, la carenza di un minimo di decisionismo programmatico in grado di incidere sull’obsoleta struttura organizzativa del sistema e il sostanziale abbandono al suo destino di una delle architravi dell’economia italiana da parte di istituzioni sempre più distratte, si deve registrare l’ormai prossimo varo della Tessera del tifoso.

L’introduzione coatta di un documento che non trova analogie all’interno dell’Unione Europea, fortemente voluto dal ministro dell’Interno Roberto Maroni e supinamente subito dai club italiani i cui vertici sono avvitati su se stessi quanto il resto del sistema, rappresenta il definitivo colpo inflitto a un prodotto in stato pre-agonico.

I tifosi italiani che del calcio rappresentano le fondamenta si vedono imposto, contro la loro volontà e senza essere mai stati di fatto interpellati, un documento astruso che svuoterà ulteriormente gli stadi e aggraverà di conseguenza una crisi economica che ha già portato il movimento alla canna del gas.

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni non vuole sentire ragioni e prosegue dritto per la sua strada incurante di manifestazioni di protesta, cortei, esposti, lettere aperte da parte di istituzioni locali che hanno il vero polso del territorio.

Probabilmente ce la farà a varare la Tessera, approfittando dell’indifferenza di un contesto ormai distratto e disposto a subire le umiliazioni più cocenti in nome della salvaguardia dei propri piccoli interessi di bottega.

L’Italia, paese per vecchi in preda a una deriva etica inarrestabile, si merita questo sistema pallonaro farlocco.

Ai tifosi italiani, inabili a fermare questo sfascio, non resta che godersi in tv lo spettacolo offerto da Nazionali che hanno saputo portare anche all’interno del calcio il senso di rinnovamento e la ventata di modernità che permeano la vita politico-sociale-sportiva dei paesi d’origine.   

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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