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Dopo anni in cui gli sponsor facevano a gara per aggiudicarsi un contratto con una squadra della massima divisione, si è arrivati ad un lento, ma sintomatico disinteresse da parte delle aziende, di investire in pubblicità nel calcio. Tanto che, quello che era normale fino a qualche anno addietro, risulta oggi una notizia, come per l’interesse nei confronti del Milan della Emirates Fly.

Un bagliore di luce che squarcia un buio causato dal calo degli investimenti pubblicitari. Sono cambiati anche i contratti, non più a lunga scadenza, ma sempre più spesso di carattere annuale. Questo avviene anche in previsione di un piazzamento, o meno, nell’Europa calcistica. Le grandi marche puntano in alto, per portare il proprio sigillo ben visibile in Europa. Ecco che le medie-piccole società devono accontentarsi di quello che il mercato offre al momento. Una legge di mercato che coinvolge giocoforza anche quello delle televisioni, sempre pronte ad investire per i grandi eventi, lasciando indietro il resto. Anche il “Sole 24 ore” si è interessata del caso, segnalando un calo degli investimenti vicini al 10%. Un dato poco ben augurante per la neonata Lega di Serie A.

L’unica nota positiva deriva dal fatto che in un momento di crisi globale, il calcio ha saputo mantenere le proprie sponsorizzazioni. In alcuni casi si è prolungata la partnership, con investimenti importanti, prolungati nel tempo. Binomi destinati a restare nel tempo. Questa appare la soluzione finale ad un problema, che negli anni ha assunto sempre maggiore attenzioni da parte delle società di calcio.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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