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Il responsabile della CAN A, Stefano Braschi, ha stabilito le linee guida per gli arbitri della massima serie nazionale. L’obiettivo è quello di favorire lo spettacolo calcistico. Grande attenzione sulle entrate violente e sulle forme eccessive di protesta. Valorizzazione del confronto arbitro-capitano e velocizzazione della ripresa del gioco.

Le ha illustrate alla stampa ieri mattina a Sportilia lo stesso Braschi, affiancato dal presidente dell’AIA Marcello Nicchi (nella foto), al termine del ritiro dei 20 top arbitri italiani (e dei 40 assistenti inseriti nei quadri della CAN A).

“Ho un gruppo con professionalità strepitose – ha esordito Braschi – e per questo ringrazio chi mi ha preceduto. Con l’AIA vogliamo dare un segnale che definirei di filosofia dell’arbitraggio: abbiamo tracciato un modo di vedere le situazioni alla stessa maniera, da trasferire anche alle altre categorie arbitrali che non voglio più definire inferiori ma di crescita”.

Attraverso alcuni filmati, Braschi ha poi mostrato le principali situazioni sulle quali chiede ai suoi maggiore attenzione: “Ripartiamo dalla linea degli ultimi anni, quella di far giocare di più al calcio, intervenire meno e favorire lo spettacolo: ma questo non può voler dire tollerare interventi pericolosi per l’integrità dei calciatori. Chi gioca in maniera violenta non deve più farlo”.

Per lo stesso principio del far giocare di più, sarà velocizzata la ripresa del gioco, “perché si sta troppo fermi, la gente vuole vedere giocare a pallone”. Al riguardo, è stata anche illustrata la variazione dell’IFAB riguardo l’ingresso dei barellieri, non più contemporaneo ai sanitari, ma eventualmente successivo alla prima valutazione medica e sempre su segnalazione del direttore di gara.

Ribadito il no ai gomiti alti (“c’è un fallo di gioco, un fallo pericoloso e un fallo violento, volontario o no”), Braschi ha poi mandato un messaggio ai calciatori (“Il capitano torni a fare il capitano; noi parliamo solo con lui, non voglio quel capannello di gente intorno”).

Da parte sua, Marcello Nicchi ha voluto trasmettere un messaggio sulla coesione dell’AIA: “Questa è una squadra vera, Rizzoli (designato ieri dai suoi colleghi come rappresentante della categoria ndr) è il loro capitano e con lui ci confronteremo per lavorare in sinergia con tutti. Questa è la nostra Nazionale, ma dietro c’è la nostra Under 21, cioè la CAN B e poi la CAN PRO, CAN D, CAI, CA5 e Beach Soccer. Ed oggi con la CAN A in questa sala ci sono gli arbitri e gli assistenti della CAN PRO che sognano di diventare arbitri di Serie A. Questi ragazzi oggi sono insieme ai loro idoli, anche se per poco, un tempo sarebbero stati lasciati non fuori dalla porta, ma fuori dal cancello di Sportilia. Questa è la nostra AIA”.

Da ieri a Sportilia iniziato il lavoro della CAN PRO, agli ordini di uno Stefano Farina sorridente e apparso in formissima; dal 7 all’11 agosto toccherà alla Can di B agli ordini del neoresponsabile Roberto Rosetti, con 24 arbitri e 44 assistenti tra cui due donne. A seguire, fino a fine settembre, lavoreranno qui gli altri gruppi.

Annunciati anche i prossimi impegni con la stampa: l’11 agosto toccherà alla CAN B, il 20 nuova uscita della CAN A, stavolta a Coverciano, a 24 ore dalla finale di Supercoppa, il 21 la CAN PRO a Tivoli.

Sa. Mig. – www.calciopress.net

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