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In serie B c’era un posto libero, quello reso vacante dalla drammatica esclusione dell’Ancona. Per conquistarlo si sono date battaglia due concorrenti agguerrite. Triestina e Hellas Verona ritenevano di avere, entrambe, le carte giuste per ambire all’ammissione in cadetteria (una riammissione, nel caso del club alabardato appena retrocesso in Lega Pro).

Il club di Fantinel ha prevalso su quello di Martinelli. Le ragioni le ha spiegate in modo succinto il vice-presidente federale e presidente della Lega di Firenze, Mario Macalli, uscendo dalla sede della Figc dove la decisione è stata ufficializzata: “La Triestina è stata ripescata in serie B al posto dell’Ancona perché in classifica era davanti al Verona”.

Trieste fa festa, mentre a Verona crescono amarezza, delusione e (tanta) rabbia. La decisione della Figc non è andata giù al sindaco della città scaligera. Tosi ha sostenuto  ieri di ritenerla ingiusta e ingiustificata.

Per il club gialloblù è stato l’atto finale di una stagione maledetta. Una promozione buttata dalla finestra dopo aver dominato per lunghi tratti il girone B della Prima Divisione. La sconfitta al Bentegodi incassata per mano del Portogruaro nell’ultima giornata di campionato, davanti a 25mila spettatori pronti a festeggiare. Infine la perdita definitiva della cadetteria ai playoff, nella duplice finale persa con il Pescara.   

La società del presidente Martinelli non si dà per vinta. Come spiega un lungo e articolato comunicato che compare sul sito web, nella giornata di oggi “i professionisti incaricati dal club esamineranno nella sede federale la documentazione prodotta dalla Triestina, essendo stato concesso dalla F.I.G.C. l’accesso alla visione degli atti”.

L’intenzione dell’Hellas Verona è quella di far emergere eventuali irregolarità formali e sostanziali che il club gialloblù sostiene – nella sua nota stampa – siano state di fatto consumate. Se ciò accadesse, ne vedremo delle belle.

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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