Connect with us

Pubblicato

il

Il calcio italiano sta andando in malora. Serve una rifondazione. Il presidente della Federcalcio, Giancarlo Abete (nella foto), ha conferito ampio mandato in questo senso ai suoi tre vice. Tavecchio (presidente della LND) si occuperà dello statuto. Macalli (presidente della Lega Pro) della riforma dei campionati. Albertini (punta di diamante dell’Aic) del Club Italia.

Si riparte dal nuovo allenatore della Nazionale Azzurra, Cesare Prandelli,  ma tutte le giovanili sono in crisi e vanno riviste dalle fndamenta.

Intanto sono state ufficializzate dal Consiglio federale che si è svolto a Roma il 4 agosto alcuni nomi ad effetto, ai quali sono stati affidati settori cruciali anche se finora solo formali.

Roberto Baggio, sarà il nuovo responsabile del Settore tecnico (al posto di Vicini). Arrigo Sacchi assume il ruolo di coordinatore delle nazionali giovanili (dalla Under 21 in giù). Gianni Rivera avrà il compito di rivitalizzare il Settore giovanile e scolastico. Nulla da dire su Baggio e Sacchi, nominati all’unanimità. Sull’incarico affidato a Rivera, viceversa, c’è stata un po’ di maretta in Consiglio federale. Si è astenuto Carlo Tavecchio, vice-presidente vicario della Figc e presidente della Lega Nazionale Dilettanti: “Avevamo i nostri nomi. Io rappresento 50mila società e la mia Lega gestisce 600 milioni di euro. La nostra non è una posizione critica nei confronti di Rivera, ma andavamo consultati”.

L’ex Golden Boy del calcio italiano, campione rossonero di lungo corso e politico navigato, tira dritto per la sua strada: “Mi hanno subito spiegato che è una questione di metodo”, spiega dopo essere stato informato sull’esito delle votazioni.

Abete ci ha tenuto a precisare che avranno carta bianca e che potranno usufruire della “massima libertà di pensiero”. Una scelta di sostanza e non solo di immagine, come ha tenuto a sottolineare il numero uno del calcio italiano.

C’è da augurarsi che i fatti confermino le parole. Il calcio italiano, per non affondare, ha bisogno di scelte che sappiano anche essere destruenti. Le grandi firme a volte non bastano se dietro non c’è il decisionismo che occorre in casi come questi.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

Annuncio pubblicitario

OPINIONI

Opinioni3 giorni fa

Serie A Femminile a rischio invasione straniere: rafforzare i settori giovanili

Passa anche attraverso il ruolo cruciale del settore giovanile di ogni singolo club la transizione verso il professionismo della Serie...

Editoriali2 settimane fa

Serie A Femminile: fra sostenibilità economica e ‘sofferenza’ del calcio italiano

✅ La crisi post-pandemica sta falcidiando i bilanci dei club europei. In misura ancora più significativa di quelli italiani, i...

Editoriali3 settimane fa

Serie A Femminile: ci sono voluti 50 anni per il professionismo

“Siamo fatti anche noi della materia di cui sono fatti i sogni: nello spazio e nel tempo di un sogno...

Editoriali1 mese fa

La Serie A Femminile scende a 10 club dal 2022-23: è una riforma affrettata?

👉🏽 La Divisione Calcio Femminile presieduta da Ludovica Mantovani, con il passaggio al professionismo, ha deciso che la serie A...

Editoriali1 mese fa

La Serie A Femminile passerà a 10 club: Morace storce il naso

Carolina Morace ha scelto di prendere parte a “Campionesse“, la docuserie di Rakuten Tv disponibile dal 2 dicembre che racconta...

Editoriali2 mesi fa

La Serie A verso il professionismo e il modello del Napoli Femminile

La lettera aperta indirizzata il 2 settembre scorso alla ct della Nazionale, Milena Bertolini, dal presidente del Napoli Femminile Raffaele...

Editoriali3 mesi fa

Serie A Femminile, un calcio che ha bisogno di ‘storie’

Eduardo Galeano è l’autore di uno dei libri più belli mai scritti per spiegare il mondo del pallone. “Splendori e...

Annuncio pubblicitario

Articoli del Mese

Copyright © Calciopress.net - Testata giornalistica reg. Trib. di Firenze atto 5591 del 04/07/2007 Direttore: Sergio Mutolo - Vicedirettore: Stefano Cordeschi