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Alla Lucchese staranno pensando che a essere onesti e precisi ci sia quasi da rimetterci. La Lucchese ha conseguito le proprie vittorie sul campo. Un dato indiscutibile e meritorio per una società che, lavorando spesso a fari spenti, è riuscita a risollevare le sorti di una piazza caduta nello sconforto dopo il fallimento della gestione Hadij. Nulla è stato lasciato al caso, si è lavorato bene, mantenendo nel biennio un allenatore e alcuni dirigenti le cui capacità sono state messe spesso in discussione dagli ambienti calcistici.

In controtendenza rispetto a un calcio sempre più  incline allo spendi-spandi selvaggio con risultati fallimentari, il presidente Giuliani è stato capace di ridare linfa ed entusiasmo alla città programmando con competenza e oculatezza. La società rossonera risulta essere una delle meglio gestite tra le compagini di Lega Pro, attenta al proprio bilancio così come al settore giovanile.

L’attività meritoria del presidente Giuliani, vincitore con il suo staff di due campionati consecutivi, è sotto gli occhi di tutti. Anche di quei tifosi più distratti che, in questo periodo, hanno seguito le gesta della Lucchese con meno ardore. Eppure, ma non è una novità, la meritocrazia non rientra nelle prerogative del calcio, così come la riconoscenza. Ecco così che la Lucchese, come il Pisa ed il Viareggio, si trova relegata nel Girone B della Prima Divisione. Questo significa maggior impegno economico per la società e problemi per i tifosi, che si ritroveranno perennemente in viaggio verso il sud della penisola.

Una decisione, quella presa dalla Lega Pro di inserire le squadre toscane nel raggruppamento centro-sud (di centro c’è poco o nulla), che non è andata a genio alle dirigenze delle squadre toscane. La volontà di separare le compagini campane, per evitare i derby a rischio (ma la Tessera del Tifoso?) ha fatto si che si arrivasse a questa conclusione.

Ci si chiede a questo punto quanto siano però sottovalutati altri aspetti. Esempio lampante è quello di Pisa e Lucchese. Risulta strano credere che il presidente Macalli non conosca il campanilismo che divide le due città: la gara sarà dichiarata dagli organi competenti come partita a rischio. Allora perché non inserire i rossoneri nel Girone A e il Gubbio nel B? In questo modo si sarebbe evitato anche il derby Lucchese-Viareggio.

Sia ben chiara una cosa, a noi i derby piacciono. Sono il sale del calcio che, da sempre, vive di rivalità individuali e di squadra. Ma se la logica della Lega Pro era quella di evitare quanti più derby a rischio possibile, forse la scelta migliore sarebbe stata quella che abbiamo indicato.

Ciò prova quanta poca fiducia ci sia verso l’effettiva funzionalità della Tessera del Tifoso. Ma non doveva garantire tranquillità a questo tipo di situazioni? Forse abbiamo capito male noi.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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