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Esordio amaro per la nuova Italia targata Prandelli. Una sconfitta di misura contro una Costa d’Avorio ben messa in campo e con una condizione fisica superiore agli azzurri. La squadra del neo Ct azzurro, ha messo il cuore in campo, ma questo non è bastato per raggiungere la vittoria, che nel 2010 non ha baciato mai i colori azzurri. Prandelli soddisfatto della prestazione di alcuni giocatori, meno del gioco espresso dalla squadra. L’avventura è appena iniziata e non è certo il momento delle critiche.

EMOZIONE INNO: Volti tesi, e visibilmente emozionati, quelli di alcuni giocatori azzurri, con Amauri spesso a chinare il capo in segno di disagio per il fatto di non conoscere ancora le parole dell’inno di Mameli. Ma il brasiliano ha promesso che imparerà presto. Il volto più teso è quello di Cesare Prandelli, che nell’occasione dell’inno italiano, ha palesato tutta la sua emozione per un esordio che rimarrà indelebile nella sua carriera di allenatore. Finita l’esecuzione dell’inno, il tecnico azzurro, sembra quasi scrollarsi di dosso in un attimo tutte le tensioni della vigilia.

PRIMO TEMPO: Parte bene l’Italia, volenterosa e vogliosa di ben iniziare la nuova avventura. A Londra piove, a tratti anche in maniera copiosa, e questo aiuta leggermente gli azzurri, ancora in fase arretrata di preparazione, rispetto ai giocatori della Costa d’Avorio, che militando per la maggiore nelle squadre inglesi e tedesche, sono leggermente più avanti sotto il profilo fisico. Dalla loro gli ivoriani hanno anche la maggior amalgama di squadra, cosa che l’Italia di Prandelli troverà con il tempo. Dopo un inizio predominante, con Balotelli pericoloso su punizione, l’Italia si perde leggermente, lasciando spazio alla Costa d’Avorio, che sfiora il gol in una occasione. I reparti azzurri sembrano soffrire la mancanza di intesa, con Cassano che si vede a sprazzi ed Amauri forse troppo isolato in avanti. Anche in difesa si registra qualche errore di posizione di Motta e Bonucci, ma a questo punto della stagione, e le poche ore di lavoro con il nuovo Ct, non permettono maggiore precisione.

SECONDO TEMPO: Apertura di ripresa che vede l’Italia vicino alla rete, con Motta che colpisce il palo alla destra del portiere ivoriano. La squadra di Prandelli sembra voler accelerare la manovra, ma la Costa d’Avorio non si fa sorprendere e, con una fitta ragnatela di passaggi, rende vano i tentativi di pressing azzurri. Al 10’ la doccia fredda per l’Italia. Dopo una prolungata azione sulla destra, la palla arriva in area, con K. Toure lesto ad anticipare tutti sul primo palo, e ad insaccare alle spalle di Sirigu. Prandelli decide i primi cambi: dentro Quagliarella e Borriello, fuori Amauri e Balotelli. La squadra azzurra però appare disunita, e soprattutto distante tra i reparti. Gli ivoriani ne approfittano con manovre ariose, che mettono spesso in difficoltà la retroguardia italiana. Prandelli mette in campo: Cassani  e Rossi al posto di Cassano (applausi per lui) e Motta. Di li a poco uscirà anche Pepe per dare spazio a Marchisio. Dai piedi del nuovo entrato Cassani, nasce la prima azione pericolosa per l’Italia. Cross al centro dell’esterno, con Quagliarella che di testa manda fuori. Gli azzurri operano ora in campo con un 4-3-3, che in fase difensiva si trasforma in un 4-4-2 classico. L’Italia spinge alla ricerca del gol del pareggio, rendendosi pericolosa in un paio di circostanze. Prandelli inserisce anche Montolivo al posto di Palombo. Ora gli azzurri ci credono, mettendo il cuore oltre l’ostacolo. Dopo un paio di tentativi dalla distanza, l’Italia tira i remi in barca, e quando il direttore di gara fischia la fine delle ostilità, si capisce che in questo momento la squadra non poteva dare di più.

MIGLIORE: Chiellini

PEGGIORE: Bonucci

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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