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Spero di iniziare senza farmi male, dando continuità al lavoro affinché possa allenarmi con serenità”. Comincia con questo auspicio la lunga chiacchierata di Alessandro Gamberini con Fiorentinanews.com, che tocca tantissimi aspetti della stagione della squadra e anche del giocatore. 

Questa è stata anche l’estate del Mondiale in Sudafrica. Quanto le è dispiaciuto saltare la competizione quando sembrava che avesse molte possibilità di andarci?
“Tanto, mi è dispiaciuto più in generale non esserci nei momenti decisivi della stagione. So che in Nazionale ora c’è Prandelli e che ho una corsia preferenziale, ma spero di meritarmela la maglia azzurra, giocare bene e fare una buona stagione”.

Con l’addio di Prandelli e l’arrivo di Mihajlovic ritiene che si sia chiuso un ciclo?
“Da un lato sì, diciamo che si è chiuso un capitolo che è durato tanto, cinque anni, un capitolo in cui la Fiorentina è cresciuta molto e se ne è aperto un altro. E’ cambiato staff, allenatore, mentalità e tipologia di lavoro. Per noi è uno stimolo in più, perché Mihajlovic ci ha dato entusiasmo. E’ la persona giusta, perché dopo cinque anni la Fiorentina aveva bisogno di una svolta. Purtroppo ci dispiace non essere in Europa, però è l’unico anno in cui non abbiamo centrato la qualificazione. Sappiamo che abbiamo la possibilità di fare bene”.

Sensazioni su Mihajlovic?
“Molto positive, ma le avevo già da prima dell’inizio del ritiro. Ha chiamato tutti al telefono e ha fatto capire di essere disponibile al dialogo. E’ stata una telefonata importante, che ci ha fatto capire, quanto sia fondamentale la stagione che verrà e che ha messo tutti a nostro agio”.

Quali sono le principali differenze da Prandelli?
“I metodi di allenamento sono tutti diversi, con Prandelli facevamo tutt’altro. Penso che dopo cinque anni, fare qualcosa di diverso ti dia più entusiasmo. Cambia qualcosa sul modulo e i movimenti da fare in campo”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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