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Alla vigilia della sfida di Supercoppa TIM contro la Roma, l’allenatore dell’Inter Rafael Benitez (nella foto) si presenta in conferenza stampa.

E’ la prima gara ufficiale sulla panchina nerazzurra per il tecnico spagnolo. Una partita sentita, che potrebbe regalare alla squadra di Moratti il quarto titolo dopo i tre conquistati nella scorsa stagione.

“Voglio iniziare vincendo, se possiamo farlo giocando bene è perfetto”, ha sostenuto Benitez. Il tecnico ha tenuto a precisare che il titolo apparterrebbe alla società e ai giocatori: “La società ha vinto negli ultimi cinque anni, i giocatori sono qui da anni e hanno vinto. Ora possono vincere ancora di più e questa, per loro, deve essere la sfida. Se vinciamo la Supercoppa la vincono la società e i giocatori e, poi, tutti quelli che sono loro vicini. Ma sono la società e i giocatori i più importanti”.

Massimo rispetto per l’avversario “Ho un buon rapporto con Ranieri. Quando ero più giovane sono andato a Firenze per vedere come allenava e posso dire che ho un buon rapporto con lui”, ha proseguito il tecnico dell’Inter, “la Roma è una squadra forte, che ha un buon allenatore e giocatori di qualità. Per me la cosa più importante è la prossima partita, poi pensiamo agli altri titoli. L’Inter vuole sempre vincere e la mentalità è sempre la stessa”.

Il gruppo è pronto a ripartire: “Parlando con i giocatori so che loro vogliono sfruttare questa opportunità e conquistare il quarto titolo, le motivazioni ci sono. Dopo il Mondiale molti giocatori sono arrivati tardi. Se sei il tecnico dell’anno prima è più facile, se sei il nuovo allenatore lo è di meno. Ma è meglio giocare una finale per il titolo che un’amichevole”.

Benitez non si sbottona sulla formazione: “La squadra può ancora migliorare e stiamo lavorando tanto in ogni allenamento per farlo. La formazione? Per questa partita ce l’ho già in testa, per il resto dell’anno dobbiamo vedere di volta in volta. I giocatori comunque devono capire che la concorrenza fra loro è la chiave se vogliamo essere una squadra vincente. I giovani mi piacciono, ma in una squadra di questo livello non è facile. Comunque dipenderà più da loro che dall’allenatore, se sono bravi giocheranno”.

So. Gian. – www.calciopress.net

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