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Cava de’ Tirreni – Il Foggia sbanca il “Lamberti” rompendo una tradizione che vedeva satanelli e aquilotti non vincere in campo avverso negli ultimi cinque scontri diretti. La nuova Cavese, con Marco Rossi in panca e Roberto Maglione alla guida tecnica, si schianta contro il Foggia di Zeman, tornato ad allenare in Italia dopo 3 stagioni, scegliendo di farlo in quella piazza che a lui deve molto ma che tanto gli ha dato. Dauni già pimpanti, metelliani in netto ritardo di condizione e preparazione e con qualche assenza pesante. 3-4-3 per Rossi, con Bernardo Schetter e Sifonetti di punta, Alfano in mediana con Bacchiocchi, Troise a gestire la difesa. 4-3-3, marchio di fabbrica di Zeman, con punte veloci tra cui l’ex Insigne. L’arbitro è Di Francesco, di Teramo, e si farà disprezzare.

Sembra buono l’avvio dei metelliani che reclamano un rigore al 9° per atterramento di Schetter. L’arbitro sorvola, così come sorvola su una gomitata e una trattenuta ai danni di Bernardo, meritevoli di sanzione. La Cavese pressa bene, copre gli spazi ma quando si tratta di ragionare s’inceppa. Il Foggia è invece a suo agio col pallone e dà lezione di possesso e scambi veloci. La lenta retroguardia di casa è in affanno, così prova Insigne al 21°: ubriaca Ciano e centra per Sau, anticipato da Botticella. Poco dopo ancora Sau con un gioco di prestigio controlla in giravolta fra due avversari ma calcia alto da ottima posizione. Gli aquilotti sono sterili nel reagire e il Foggia passa al 28°: corner di Laribi, Iozzia di testa sfiora appena e insacca. Schetter prova a scuotere i suoi con un sinistro in torsione, alto. Ma nel giro di 4 minuti Quadrini si fa ammonire una prima volta poi, su azione d’attacco, si tuffa platealmente in area: simulazione netta, dunque secondo giallo e doccia anticipata. Rossi prova a modificare qualcosa, togliendo Sifonetti per Carbonaro, ma il Foggia legittima il vantaggio con un destro a giro di Laribi che Botticella mette in corner. Allo scadere, uno splendido Varga, con un sombrero sulla linea di fondo scavalca l’immobile Troise e di sinistro la piazza tra palo e portiere. Allo “Zaccheria” sarebbe venuto giù lo stadio; al “Lamberti” è solo silenzio e bocche aperte, tra incredulità e ammirazione.

Nella ripresa cambia ben poco. Il Foggia scherza e fa tris al 10°: Insigne s’invola sulla sinistra e crossa sul palo lontano; Sirignano si fa scavalcare dal pallone che Sau, con una splendida volée acrobatica, spedisce nell’angolino opposto. Lo stesso Sau potrebbe calare il poker al 16°, imboccato da Candrina, ma al destro a botta sicura si oppone Troise. I ragazzi di Zeman si fermano. La Cavese, sulle gambe da metà primo tempo, arranca. Chi può, come Schetter e Carbonaro, cerca di dare fastidio agli avversari. Il capitano viene isolato dopo l’uscita di Bernardo ma è sempre un sorvegliato speciale. Carbonaro, invece, si danna dalla trequarti in su sfiorando anche la rete con un sinistro che sfiora il palo. La gente, intontita dal caldo e dalle tre “scoppole”, si rinvigorisce nell’unanime derisione dell’arbitro che prima nega un rigore grosso quanto una casa a Regini (trattenuto platealmente da D’Orsi in area con l’arbitro a pochi metri), poi inverte un fallo del portiere dauno su Schetter, che sarebbe andato in porta. Da quel momento, applausi scroscianti ad ogni fischio in favore degli aquilotti.

Un esordio peggiore era difficile pronosticarlo.. 3 a 0 e niente scuse per una Cavese in ritardo di condizione, per effetto della burrasca estiva e delle vicissitudini di una società ancora in via di definizione. Calciatori fermi sulle gambe, poco concentrati e soprattutto poco coesi. Per loro, comunque, al triplice fischio, applausi sotto la “Curva Sud”. Nonostante la batosta. La gente sa quanto Cava intera ha sudato quest’estate, anche per poter assistere a uno 0 a 3 contro il Foggia. Purché si fosse in Prima Divisione.

CAVESE (3-4-3): Botticella; D’Orsi, Troise (dal 23°st Pepe), Sirignano; Ciano, Alfano, Bacchiocchi, Quadrini; Schetter, Bernardo (dal 14°st Di Napoli), Sifonetti (dal 41°pt Carbonaro). A disp. Pane, Lagnena, Siano, Orosz. All. Marco Rossi.

FOGGIA (4-3-3): Ivanov; Candrina, Romagnoli, Iozzia, Tomi; Kone, Salamon (dal 35°st Burrai), Laribi (dal 21°st Palermo); Varga, Insigne (dal 15°st Regini), Sau. A disp. Santarelli, Rigione, Caccetta, Cortese. All. Zdenek Zeman.

Arbitro: Simone Di Francesco (Teramo)
Marcatori: 28°pt Iozzia (F), 45°pt Varga (F), 10°st Sau (F)
Ammoniti: Quadrini e Bacchiocchi (C), Insigne (F)
Espulsi: Quadrini (C) per doppia ammonizione.
Note: angoli 0 a 5; recupero 2’ (pt) e 4’ (st); spettatori 2’659 per un incasso di € 29’809

Davide Lamberti – www.calciopress.net

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