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Lontana dalle pressioni e dagli isterismi di Roma e Lazio, calata in una realtà placida e per nulla avvezza alla pay tv. Questa è l’Atletico Roma, neo denominazione dell’ex Cisco, reduce dal vittorioso campionato di Secondo Divisione di Lega Pro. Artefice dei successi della società capitolina è il giovane tecnico Giuseppe Incocciati. Poco importa, se le luci del palcoscenico (almeno al momento) appartengono ad altri. Il mister dei gialloblu non cela le ambizioni, del resto il passo per la notorietà è breve.

Vivere lontano dai riflettori, che sono puntati su Roma e Lazio, agevola  il suo lavoro?
(Sorride) “Ma…siamo consapevoli di essere la terza forza di Roma, ma siamo  altrettanto felici di farne parte, perchè questa è una città importante. Al di là dei risultati positivi conseguiti da Roma e Lazio, anche noi, nel nostro piccolo, facciamo parte della Capitale, una delle città più importanti al mondo. Il lavoro trae anche beneficio da queste situazioni di tipo sentimentale”.

Di contro prova invia per i suoi colleghi Ranieri e Reja o magari ambisce a raggiungerli?
Sono concentrato nell’ambito in cui opero. E’ chiaro che si può trarre spunto per migliorare il proprio bagaglio. Ho la fortuna di assistere spesso alle partite di Roma e Lazio, questo sicuramente mi torna utile

In ogni caso lei è reduce dalla promozione dello scorso campionato. Quest’anno quali sono gli obiettivi? Meglio partire a fari spenti o magari bissare il successo del torneo passato?
L’obiettivo è quello di continuare sulla falsariga dello scorso anno che ci ha portato al conseguimento di risultati importanti. Puntiamo sulla dedizione al lavoro, il sacrificio e l’umiltà. Siamo preparati per disputare un campionato difficile, ma abbiamo grandi motivazioni. Ci auguriamo che alla fine i risultati possano darci ragione. La prima giornata è andata bene, ma ora dobbiamo già dimenticarla in vista del prossimo turno contro il Taranto, squadra attrezzata  per il salto di categoria. Attendiamo il verdetto del campo

A proposito della gara di sabato prossimo: allo stadio Flaminio potranno accedere solo i supporter possessori della Tessera del tifoso. Il rischio concreto è quello di vivere una gara in un clima surreale, quasi da “porte chiuse”. Questo aspetto potrebbe condizionare le due squadre?
Non intendo entrare nel merito di tali problematiche che vengono da lontano. Chiaramente tali provvedimenti sono stati resi necessari per la tutela del pubblico che nulla ha da spartire con i violenti. Premesso questo, le posso dire che per noi allenatori e per i calciatori non è gratificante giocare senza spettatori. In ogni caso noi siamo dei professionisti e ci siamo abituati a disputare le gare senza pubblico, come avvenuto  in tante occasioni nella passata stagione. Credo che i fattori condizionanti alla fine lascino il tempo che trovano

Che idea ha maturato sull’attuale torneo? Quali sono le sue favorite alla vittoria finale?
Al momento è prematuro stabilire quali saranno le reali difficoltà dell’attuale campionato. Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, reputo il Taranto una delle pretendenti alla vittoria finale. Questo, ovviamente, sulla carta. Comunque non è sufficiente avere solo dei nomi, ma esprimere determinati valori in campo

Enrico Losito – www.calciopress.net

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