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Sagacia tattica, cinismo e una comprovata solidità. Tutto questo è l’Atletico Roma che bissa la vittoria di domenica scorsa a Siracusa battendo il Taranto grazie alla rete di Franchini, realizzata nei ultimi minuti del primo tempo. Ad onor del vero i capitolini (modulati 4-3-3 come gli avversari) hanno sofferto, sopratutto nel primo tempo, l’ardore degli ospiti, che hanno provato la via della rete, in particolare dalla distanza, con le conclusioni di Rantier (al 9′), ma sopratutto di Garufo. L’ex Sangiovannese ha messo i brividi ai biancoblu: prima con un diagonale mancino (al 4′) e successivamente con un tiro dalla distanza (al 7′). Il monologo dei rossoblu è durato “solo” per  i primi venti minuti, periodo nel quale gli ospiti sfruttano a centrocampo la fisicità di Pensalfini e Di Deo, che spiazzato i dirimpettai Miglietta e Romondini, entrambi sorpresi dall’aggressività dei rossoblu.

Le trame joniche sono intervallate soltanto da una bordata mancina di Angeletti al 10′: palla sopra la traversa. La manovra degli jonici è fluida e a tratti avvolgente, ma produce quasi esclusivamente conclusioni dai venti metri come la sassata di Pensalfini al 19′ (parata in due tempi di Ambrosi) e il sinistro dal limite dello scatenato Garufo al 25′. I romani tengono botta e riescono a mascherare gli impacci difensivi dei centrali Doudou e Padella. Le incursioni offensive, invece, sono demandate esclusivamente allo sgusciante coloured Babù. Malgrado gli imbarazzi, l’Atletico va vicino alla rete con una fiammata a cavallo tra il 27′ e il 28′ minuto. A salvare i rossoblu ci pensa il portiere Bremec  che devia in corner un sinistro velenoso di Babù e sul susseguente corner si ripete sulla rasoiata mancina di Miglietta. Ma sono solo episodi, perchè il Taranto continua a macinare gioco ed azioni pericolose. Al 35′ rocambolesca occasione per gli ospiti: Rantier si aggiusta la palla con il braccio, la terna arbitrale non se ne avvede, e il francesino la mette in mezzo, dove sbuca la testa di Innocenti che colpisce a botta sicura, ma Ambrosi smanaccia d’istinto in corner. L’attaccante ravennate (lanciato da Di Deo) ci riprova al 40′ con una girata che sfila al lato. La “beffa” per Migliaccio e compagnin giunge un minuto più tardi (al 41′), quando Angeletti lavora una bella palla sulla sinistra e la scodella in mezzo per il piattone mancino di Franchini che risulta letale per Bremec. La rete subita scombussola i piani degli uomini di Brucato.

L’intervallo non risolve i problemi, in quanto gli jonici rientrano in campo guidati più dal cuore che dal raziocinio. I tentativi, infatti, nascono da palle inattive grazie alle inzuccate di Di Deo. L’ex-Ternana ci prova senza fortuna al 5′ (pescato in area dalla punizione di Rantier) e al 14′ su azione d’angolo. In entrambe le circostanze la palla termina sul fondo. Più pericolosi rispetto agli jonici sono i ragazzi di Incocciati, i quali vanno vicini al raddoppio con Romondini al 9′; ma nella circostanza il centrocampista pecca d’altruismo servendo il decentrato Ciofani e l’azione sfuma clamorosamente. Con i passare dei minuti l’Atletico sale in cattedra: aumentano i giri dello stesso Romondini e  di Miglietta (uno degli ex di turno), mentre Babù e Franchini sugli esterni lavorano ai fianchi la retroguardia avversaria. Di contro diminuisce la vigoria fisica della mediana tarantina e sopratutto l’eccessiva spinta di Antonazzo e Rizzi presta il fianco agli attacchi avversari sulle corsie laterali. Mister Brucato corre ai ripari e, per  donare  maggiore peso offensivo alla  sua squadra, effettua i primi cambi: al 11′ esce Garufo (positiva la sua prova) ed entra Ciotola, mentre al 21′ l’indolente Rantier lascia il posto a Ferraro. Ma sono sempre i capitolini  a creare le occasioni migliori: al 29′ il violento destro di Miglietta sfiora il palo; mentre al 33′ l’incontenibile Franchini supera Antonazzo e scarica di destro verso Bremec che blocca. Anche il tecnico Incocciati cerca di dare maggiore verve alla sua formazione: al 35′ dentro l’esperto Chiappara al posto dell’esausto Babù e poco più tardi (al 39′) Chiaretti avvicenda Franchini. Il Taranto avanza a folate con la forza della disperazione ed al 37′ agguanta il pareggio: Ciotola serve in area Innocenti che con perentorio colpo di testa batte Ambrosi. Il “cobra” di Alfonsine esulta sotto la curva dei tifosi ospiti, ma l’arbitro, che aveva concesso la marcatura, ritorna sulla sua decisione a seguito dello sbandieramento del guardalinee per fuorigioco. Vane, ovviamente, le proteste degli jonici che rischiano di incassare anche il raddoppio al 44′, allorquando Bremec sbaglia il rinvio dal fondo innescando Chiaretti: l’attaccante penetra in area e scarica un forte diagonale che si stampa sulla traversa. L’ultima occasione dell’incontro è appannaggio del Taranto al 45′: il colpo di testa di Ferraro trova la prodezza di Ambrosi, che si salva in corner. I cinque minuti di recupero sono caratterizzati soltanto dagli ultimi (sterili) assalti degli jonici, che non producono pericoli.

Al termine del match non appare per nulla scoraggiato il tecnico jonico Brucato, che a caldo dichiara: “La sconfitta non avrà alcuna conseguenza psicologica sulla squadra; in quanto abbiamo tenuto bene il campo disputando una buona gara. Chiaramente il risultato brucia, ma dobbiamo guardare avanti”. Certo, la mente dei rossoblu è già rivolta al prossimo impegno casalingo di domenica prossima contro il Gela. Ben altro clima in casa capitolina, dove la truppa di Incocciati si gode il primato in solitaria, almeno fino a domani pomeriggio.

Enrico Losito – www.calciopress.net

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