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A Genova la situazione è molto critica, nell’imminenza della prima giornata di campionato della Serie A TIM. C’è una richiesta di adeguamenti strutturali per 300mila euro, avanzata al Comune dall’Osservatorio per la manifestazioni sportive e necessaria per garantire l’applicazione della tessera del tifoso, che rischia di far giocare a porte chiuse le partite interne allo stadio Ferraris di Genoa e Sampdoria.

Il Comune di Genova è seriamente in crisi non solo per l’entità della spesa richiesta, ma anche per le infrastrutture che rischiano di trasformare l’area di Marassi in una zona militarizzata. Sono stati richiesti blocchi di cemento, griglie metalliche e check point per separare i flussi fra tesserati e non tesserati.

Un perimetro di circa un chilometro attorno allo stadio diventerà simile a una zona di guerra, L’assessore Francesco Scidone non ci sta e non la manda a dire: “Quando applicheremo i dettami della circolare ministeriale sulla tessera del tifoso, Genova sembrerà Beirut o Gerusalemme”. E precisa: “Ogni domenica di campionato chi vorrà entrare nella zona di Marassi, anche solo perché vi risiede, se non munito di tessera dovrà subire gli stessi controlli di chi vorrà entrare allo stadio. Ambulanze comprese».

L’applicazione della card, fortemente voluta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni (nella foto) rischia dunque di militarizzare la zona intorno allo stadio a partire dalle 15,30. Piuttosto che prevenire incidenti si costringe un’area importante della città di Genova a vivere giornate d’inferno per tutta la durata delle partite. prevenire gli incidenti.

L’assessore Andrea Ranieri è imbufalito: “Innanzitutto non si tratta di una legge dello Stato, ma di una circolare ministeriale che dovrebbe valere unicamente all’interno del ministero, ed è invece stata fatta recepire anche agli enti locali”.

Per Ranieri l’introduzione della card è una specie di obbrobrio giuridico: “ Al di là dei dubbi sugli effettivi benefici della tessera, la circolare è un aborto giuridico. Ci appelleremo in sede parlamentare, anche perché la legge non tiene conto delle diverse realtà territoriali: Genova non ha le tifoserie di Bergamo, qui non succede nulla da quindici anni”.

So. Gian. – www.calciopress.net

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