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Parole di Alessandro Calori: “Il campionato è solo all’inizio, fidatevi: le squadre blasonate che per ora vanno lente come un diesel, accelereranno più avanti e si riprenderanno il posto che gli spetta”. Se i tifosi del Torino avessero bisogno di un mentore, in questo momento si affiderebbero di sicuro al neo-allenatore padovano: zero punti in due gare e solitario fanalino di coda.. più che diesel la squadra di Cairo ci pare un calesse senza cavallo.

Chissà se Calori la pensava allo stesso modo nel lontano 2000 il giorno in cui, da calciatore, all’ultima giornata del campionato, purgò nel mezzo del diluvio universale di Perugia l’altra squadra della Mole, la Juventus, consegnando di fatto lo scudetto alla Lazio. Scherzi a parte caro Lerda non ci siamo. La Corrida è iniziata da un bel pezzo ed il Toro deve ancora entrare nell’arena, si fa attendere un pò troppo e i tifosi cominciano a mugugnare. Non bastano le insistenti voci di mercato a saziare il palato nobile della Maratona, perché i granata non possono permettersi certo di andare in vantaggio e… poi farsi rimontare in un black-out da cinehorror di soli, brevissimi quattro minuti quattro! Ad ogni modo il solito sornione Cittadella ringrazia (2-1), si sfrega le mani e mette in cascina tre punti di platino.

Parlando toscano, il Livorno continua a giocare al lotto, ma questa volta buone notizie, Tavano e Dionisi sono usciti dal letargo ed il bottino è stato acciuffato e non scippato con un bel terno servito in trasferta a discapito dell’AlbinoLeffe del Mondo (0-3), dopo la quaterna incassata sei giorni prima dal Sassuolo.

Al contrario proprio i NeroVerdi perdono la ricetta del goal facile, facendosi persino terrorizzare da un Grosseto formato catenaccio, che ha creduto nell’impresa fino a quando il solito, monumentale Catellani non lo ha riportato sulla terra (1-1).

La seconda giornata sorride quindi alle compagini toscane, visto che anche il Siena, pur soffrendo al cospetto della Reggina (occhio a Bonazzoli che sembra aver ritrovato antico splendore), ringrazia il Premio Nobel della cadetteria Mastronunzio (che acquisto!) e con Larrondo nel mischione, sigla il sorpasso nei minuti finali (2-1).

Proprio quei minuti che son costati cari al Crotone: dopo una gara dominata per settanta minuti contro un arcigno Padova, lo Squalo si è arenato praticamente da solo, facendosi attaccare a ripetizione fin quando al 90’ Rabito, uno di quelli che non si capisce il perchè gioca sempre poco, si prende con le cattive il punto dei rimpianti (1-1).

Ora i pitagorici andranno a riabbracciare proprio il teso Lerda in quel di Torino, tentando di soppiatto di rifirargli uno sgambetto che potrebbe far venire qualche serio mal di testa al loro ex-allenatore.

Mal di testa da marcatura assenti invece in VareseAtalanta, finita a reti inviolate (0-0) ed un punto che può stare bene ad entrambe le compagini in testa alla classifica. Spartizione del bottino anche in Piacenza-Frosinone (1-1) e Ascoli-Modena (1-1), che già fanno quelle tanto celebrate prove di equilibrio che da sempre hanno contraddistinto il campionato cadetto.

Prima di salutarvi, squillino le trombe e si acclami a furor di popolo il Vicenza, una delle squadre che negli angoli più reconditi del mercato ha ricercato classe e potenza pura ed i risultati come spesso accade non tardano ad arrivare: quattro bomboloni (e non certo d’ossigeno!), rifilati al povero Portogruaro (4-1) che ha cominciato ad assaporare cosa vuol dire trovarsi davanti a gente che non scherza affatto come Baclet ed Abbruscato (applausi scroscianti per un calciatore che sembrava finito e che ora, dopo aver stretto i denti, sembra esser finalmente uscito da un vero e proprio incubo chiamato frattura del perone). Insomma signori occhio davvero alla squadra veneta, che servendo continuità e umiltà, ha tutte le carte in regole per spaventare le grandi del torneo.

A proposito! In serata non dimenticate di chiamare gli amici e fate il pieno di pop-corn e birra fresca: c’è un Empoli-Pescara da non perdere che potrebbe regalare la prima posizione solitaria ai toscani: vedremo se Sansovini è tornato davvero il re dell’Adriatico o se la sua squadra andrà al Castellani a pescare.. Coralli!

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