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Una giornata particolare per le nostre rappresentative nazionali. L’Under 21 di Casiraghi si gioca praticamente tutto contro la Bosnia Erzegovina, mentre sul fronte della Nazionale maggiore, Cesare Prandelli è al vero esordio, con la ricerca dei primi punti pesanti. Il cammino del neo Ct parte da Tallinn, dove troverà l’Estonia. C’è da sfatare anche il tabù 2010, che vede l’Italia priva di vittorie a fronte di sette partite disputate.

UNDER 21: Un cammino, quello dei ragazzi di Casiraghi, che con il passare delle gare si è fatto irto di difficoltà. Gli Azzurrini, a fronte di gare disputate con tanta voglia, ma poca attenzione, si sono ritrovati ad un passo dall’esclusione della fase finale degli Europei di categoria. Addirittura potrebbero non bastare due vittorie nelle ultime gare per accedervi. Casiraghi e i suoi dovranno però mettercela tutta e tentare di fare tutto il possibile, affinché possa arrivare la sospirata qualificazione. Gli scogli da superare si chiamano Bosnia Erzegovina e Galles. I primi li affronteremo questa sera, mentre i secondi martedì prossimo a Pescara. Sei punti in palio da mettere in carniere e sperare che bastino da soli  per proseguire il cammino.

PRANDELLI L’ESORDIO E PAZZINI: Prova di maturità per la Nazionale di Cesare Prandelli, che contro L’Estonia si gioca i primi punti veri, quelli che fanno classifica. Si dovrà sovvertire l’andamento del 2010 di una squadra che non è mai riuscita a vincere, e per questo motivo il neo tecnico ha lavorato molto anche sul fronte mentale della squadra. Da motivatore equilibrato quale Prandelli sa essere, ha compreso da subito quale sono le forme da adottare per una compagine che si ritrova solamente per alcune settimane all’anno. Compattare tutti verso una unica strada, lavorando sui singoli per un perfetto inserimento dei vari tasselli.

Prandelli la sua prova l’ha già data. Se ne è parlato poco, o almeno si è voluto così, ma la convocazione di Giampaolo Pazzini non può passare in secondo piano. Come noto tra il mister e l’attaccante non c’è mai stato grande feeling, tanto che il “Pazzo” lasciò la Fiorentina anche per i dissidi con l’allora tecnico viola. Per non parlare del ritorno a Firenze di Pazzini con la maglia blucerchiata, quando esultando per un suo gol, rivolgendosi a Prandelli proferì parole poco gradevoli. Sia ben chiaro il giocatore, almeno al momento, merita in pieno la convocazione, ma siamo sicuri che con un altro tecnico a capo della Nazionale sarebbe accaduta la stessa cosa?

TRE PUNTI ANCHE SENZA CHAMPAGNE: Questa sera servono i tre punti. La Nazionale ne ha disperato bisogno per scrollarsi di dosso questa sorta di maledizione che la vuole non vincente nell’anno in corso. Servono maledettamente per rimettere in carreggiata una squadra che non può vivere sui ricordi di Germania o sulle delusioni del Sudafrica. Servono per riportare entusiasmo in un ambiente che ultimamente appare abbastanza provato dalle ultime gesta degli Azzurri. Il gioco verrà, ora serve una vittoria. Per il gioco champagne c’è tempo.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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