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La deriva finanziaria del calcio europeo, e dei club di Serie A italiani, dovrà fare i conti da qui a due anni con il fair play finanziario. Nuove regole che metteranno paletti insormontabili anche per i tycoon del mondo pallonaro (da Florentino Perez a Massimo Moratti passando per Roman Abramovich e gli sceicchi arabi che imperversano nella Premier League inglese).

Non ci si potrà più permettere di avere conti economici in profondo rosso, frutto di spese a rotta di collo, per ripianare poi le perdite di bilancio con poderosi aumenti di capitale e/o finanziamenti a fondo perduto.

L’obiettivo di ripristinare criteri di lealtà ed equità sportiva, inducendo i presidenti a sottostare a una contabilità in equilibrio tra entrate e uscite, è stato ribadito nel corso della conferenza stampa tenuta a Montecarlo in occasione dei sorteggi per Champions e Europa League.

Il presidente della Uefa Michel Platini (nella foto) è voluto tornare ancora una volta sul financial fair play (ffp), sottolineando che le misure intraprese hanno come scopo primario la tutela del calcio a lungo termine e una maggiore disciplina nelle finanze dei club.

Platini ha ribadito che l’obiettivo primario del ffp (elemento fondamentale degli undici valori per il futuro del calcio europeo annunciati dalla Uefa lo scorso anno) è la riduzione degli eccessi finanziari che hanno messo in grave difficoltà numerosi club nell’ultimo periodo.

Il segretario generale della Uefa, Infantino, ha dichiarato: “Il concetto di fair play finanziario è stato introdotto a tutela della salute a lungo termine del calcio europeo. Uno dei principi fondamentali del progetto è di costringere i club a finanziare le proprie attività attraverso risorse autogenerate”.

A tal fine è stato definito dal Panel di Controllo Finanziario UEFA, presieduto dall’ex primo ministro belga Jean-Luc Dehaene, un regolamento cui dovranno sottostare tutti i club interessati a ottenere la licenza necessaria per partecipare alle competizioni europee. Il Panel è stato istituito per monitorare e assicurarsi che i club di tutte le federazioni UEFA si attengano ai criteri di ffp contemplati nel regolamento che verrà applicato nel 2010, 2011 e 2012.

I criteri di fair play andranno a regime e diventeranno obbligatori dalla stagione 2013-2014, quando il Panel di Controllo  Finanziario dei Club potrà iniziare ad irrogare sanzioni contro i club sulla base delle dichiarazioni finanziarie del 2011-12 e 2012-13.

In base al ffp e al regolamento del Panel, i club saranno incoraggiati ad operare sulla base dei propri ricavi e a non spendere oltre i propri guadagni. Inoltre, i club sono tenuti a saldare con puntualità le pendenze economiche nei confronti di giocatori, autorità e altri club. Infine, dovranno fornire informazioni sulla pianificazione finanziaria futura.

Il risultato auspicato è un approccio più disciplinato da parte dei club nei confronti delle proprie finanze. Investimenti a lungo termine volti a favorire la crescita dei giovani e il miglioramento delle infrastrutture del club devono avere la precedenza su spese speculative a breve termine.

Platini ha concluso sottolineando come sia stata proprio l’Associazione dei Club Europei, che riunisce le principali società calcistiche del Vecchio Continente, a chiedere l’applicazione di regole di ffp: “I club sono quindi perfettamente consapevoli di cosa li aspetta da ora in poi. Dopo anni di anarchia, era il momento di dare delle regole”.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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