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La nuova Nazionale di Prandelli (nella foto) ha faticato a superare a Tallinn l’Estonia (numero 94 nel Ranking Fifa), riuscendoci solo grazie a due bagliori di un Cassano fino a quel momento disciplinato quanto incolore.

L’ex tecnico della Fiorentina ha dovuto riconoscere che il suo modulo ha un vuoto sulla fascia destra. Manca un’ala con le caratteristiche proprie di quei giocatori che hanno fatto la fortuna dell’Italia, quando i club ne sfornavano in quantità.

L’ala destra, nel Belpaese, è diventata una specie in via di estinzione. Dove sono finiti i calciatori capaci di creare sulla fascia destra, grazie a capacità di dribbling e spiccato senso tattico, la superiorità numerica fondamentale ai fini del risultato? Come mai non nascono più i vari Causio, Claudio Sala, Bruno Conti, Meroni, Domenghini, Donadoni e via dicendo?

La scomparsa è stata mestamente certificata da Prandelli nel dopo gara con l’Estonia: “Oggi, in Italia, di giocatori con queste caratteristiche non ce ne sono molti”. Una dichiarazione che significa in buona sostanza, per il neo-juventino Pepe, la perdita del posto in nazionale. Prandelli spiega: “Molto spesso ai giocatori che cambiano ruolo capita: la loro generosità va a scapito della qualità del gioco”.

Lo sdoganamento di Camoranesi, voluto da Trapattoni nel 2003, aveva in qualche modo colmato la lacuna. Una soluzione sfruttata poi da Lippi e dallo stesso Donadoni (ultimo interprete del ruolo in Italia). La sostituzione dell’ormai spompato giocatore italo-argentino con Pepe è stata, probabilmente, una delle cause del flop sudafricano degli Azzurri.

In attesa di soluzioni idonee che solo il campionato potrà offrire, Prandelli sarà costretto ad arrangiarsi. A partire dalla prossima partita in programma a Firenze con le Far Oer, infatti, dovrà puntare tutto su un centrocampo duttile e su un trio di attaccanti all’altezza.

So. Gian. – www.calciopress.net

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