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Sofferta, tirata e combattuta, ma non certo dai contenuti tecnici eccelsi, tutto questo è stata Taranto-Gela. Alla fine vincono i ragazzi di Brucato in maniera stentata. Di fronte, comunque, avavano una formazione siciliana mai doma, che ha cercato di colmare il gap tecnico, rispetto ai rossoblu, mettendo in campo cuore e grinta. Illusorio era stato il vantaggio jonico al 36’ del primo tempo con la zampata del ritrovato Innocenti. I bianco-azzurri, nella ripresa, sono rientrati in campo con il piglio giusto ed hanno raggiunto il pareggio al 23’ con D’Anna. I pugliesi, in evidente imbarazzo fisico, si sono spinti nuovamente in avanti sospinti esclusivamente dall’ardore agonistico. Tanta confusione, ma poca concretezza per Migliacco e compagni. Quando ormai le forze erano ridotte ai minimi, ci ha pensato Di Deo al 36’, con un perentorio stacco di testa, a realizzare la rete decisiva (e liberatoria) per il Taranto. Curiosità: la partita è stata a rischio fino a due ore prima dell’inizio, in quanto il tunnel degli spogliatoi, che conduce al rettangolo di gioco, risultava completamente allagato a causa delle abbondante pioggia caduta venerdì sera. Solo il celere intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso la regolare disputa del match.

Cronaca. Le due formazioni iniziano il match in maniera contratta. Bisogna attendere 11’ per segnare la prima azione pericolosa: il rossoblu Innocenti effettua una bella giocata a centrocampo servendo in profondità Rantier, che fa sponda per il destro (svirgolato) di Giorgino con palla che sfila al lato. Il Taranto insiste al 30’: Rantier calcia una punizione dai 25 metri per la girata di testa di Di Deo che costringe il portiere Nordi al salvataggio in corner. Al 34’ ficcante azione di Ciotola sull’out mancino: l’attaccante jonico supera in velocità Petrassi, ma il suo successivo cross non viene raccolto da nessun compagno. La rete dei pugliesi è nell’aria e giunge al 36’: Rantier batte una punizione dalla sinistra, la sfera giunge in area, dove Innocenti la tocca di destro infilando l’angolo sinistro della porta di Nordi. I tarantini dilapidano il raddoppio al 40’: Ciotola si invola in contropiede e, giunto all’ingresso dell’aria di rigore avversaria, invita alla battuta Rantier che, però, sparacchia alto da posizione favorevole. Il Gela si affaccia dalle parti di Bremec solo al 46’  grazie alla punizione (alta sopra la traversa) di Stamilla. Nella ripresa i siciliani partono con il piglio giusto: al 1’ il destro teso di Stamilla incontra la parata in tuffo di Bremec. Sul prosieguo dell’azione Piano svirgola la conclusione e  la sfera termina sul fondo. Rispondono prontamente gli uomini di Brucato al 3’ con il tiro mancino di Ciotola che viene disinnescato da Nordi. Poco dopo ci prova il bianco-azzurro Giardina, ma il suo diagonale risulta ciabattato e si spegna al lato. Prima sostituzione dell’incontro al 12’: il tecnico Provenza avvicenda Piva con Bigazzi. I locali sono minacciosi al 14’: Nordi in disperata uscita anticipa Innocenti, la sfera (vagante) viene raccolta da Ciotola che non trova lo specchio della porta, perché la sua conclusione viene ribattuta dalla difesa avversaria. Un minuto più tardi, invece, il portiere tarantino Bremec si rende protagonista di una respinta plastica sul velenoso tiro-cross di Stamilla. Prime sostituzioni anche per i rossoblu: al 15’ Garufo sostituisce Ciotola, mentre al 18’ Russo prende il posto di Rantier.  I gelesi sorprendentemente pervengono al pareggio al 23’: Petrassi dalla destra scodella in mezzo, spizzata di testa di Cunzi  per la spaccata di D’Anna che inganna Bremec. Incontenibile la gioia dei siciliani per la rete del pareggio. Al 26’ seconda sostituzione in casa bianco-azzurra: entra Docente, esce Cunzi. Gli jonici, sorretti dalle energie residue, cercano la rete della vittoria: al 35’ Pensalfini crossa per il colpo di testa di Innocenti, ma la sfera finisce sul fondo. E’ il preludio alla marcatura dei rossoblu che arriva al 36’: Garufo calcia una punizione dalla destra e pesca a centro area la perentoria inzuccata di Di Deo che infila Nordi. L’ex-ternano va ad esultare sotto la curva. Un minuto più tardi gli ospiti sfiorano il pareggio: Docente si inserisce tra Migliaccio e Bremec, ma il suo pallonetto finisce di poco oltre la traversa. Ultimo cambio per mister Brucato al 39’: Branzani entra in luogo di Di Deo. Dall’altra parte mister Provenza si gioca la carta della disperazione: al 41’ entra l’attaccante Vegnaduzzo al posto del difensore Petrassi. Ma sono i pugliesi a rendersi nuovamente pericolosi al 43’: Russo penetra sul versante sinistro ed innesca l’accorrente Branzani: il tiraccio del centrocampista, però, finisce in curva. Al 47’ sassata di Garufo su calcio franco che termina sul fondo. E’ ultima emozione dell’incontro, perché al 49’ l’arbitro Pairetto decreta la fine delle ostilità. I tifosi tarantini possono esultare, l’urlo ha il sapore della liberazione.

TARANTO (4-3-3): Bremec; Cutrupi, Migliaccio, Cotroneo, Rizzi; Giorgino, Di Deo (39’ st Branzani), Pensalfini; Rantier(18’ st Russo), Innocenti, Ciotola (15’ st Garufo). A disposizione: Barasso, Sabatino, Ferraro, Panarelli. All. Brucato.

GELA (4-3-3): Nordi; Petrassi (41’ st Vegnaduzzo), Porcaro, Cardinale, Piva (12’ st Bigazzi); Piano, Giardina, Cruciani; Stamilla, Cunzi (26’ st Docente), D’Anna . A Disposizione: Maraglino, Puccio, Aliperta, D’Amico. All. Provenza.

Arbitro: Pairetto di Nichelino (ass.ti Fiorito-Di Lascio di Salerno)
Marcatori: 36’ pt Innocenti (T), 23’ st D’Anna (G), 36’ st Di Deo (T)
Angoli: 4-1 per il Taranto
Ammoniti: Barasso per il Taranto; Petrassi, Cruciani e Cardinale per il Gela
Spettatori: 4.500

Sala stampa:
“Siamo nati per soffrire”, sembra il titolo di un film, ormai è diventato il canovaccio della gestione Brucato. Il tecnico ci scherza anche sull’argomento, perché stavolta il pericolo del pari è scampato. “E’ stata una sofferenza anche oggi -attacca il trainer rossoblu-. Avremmo potuto realizzare il raddoppio nel primo tempo chiudendo la gara. Invece nella ripresa siamo scesi in campo affaticati e con le gambe molli. In particolare Ciotola e Rantier, per motivi diversi, non ne avevano più. In ogni caso avevamo già messo in preventivo i loro cambi, magari ho chiesto ai ragazzi di resistere ancora per una decina di minuti prima della sostituzione. Purtroppo, come dicevo, nel secondo tempo non ci hanno retto le gambe, tra l’altro avevamo alcuni giocatori vittime di crampi, ed è chiaro che è venuta meno anche la lucidità. In settimana avevamo effettuato dei carichi importanti ed oggi gli abbiamo accusati. Comunque sono soddisfatto, in quanto, subito il pari, c’è stata la reazione veemente della squadra. Il Taranto segna solo su palle inattive? Ormai nel calcio il 70-80% delle marcature giunge su situazioni di palla da fermo”. Immancabile spendere qualche parola su alcuni singoli: “Ciotola ha un mese di ritardo, ma ha degli spunti decisivi e sarà un calciatore importante, quando avrà la forma ottimale. Per quanto riguarda Cutrupi: il ragazzo costituisce la prova che tutti i giocatori in rosa sono importanti, infatti è passato dalla tribuna al campo nel giro di una settimana. Questo è lo spirito che anima il nostro gruppo. Innocenti? Il migliore in campo. Sabato scorso a Roma non mi era piaciuto, perché non ha giocato al meglio delle sue possibilità. Riccardo ha la possibilità di dialogare con i compagni, bravo nel gioco aereo, riesce a fare salire la squadra e a segnare”. Il tecnico jonico parla anche dell’eclettismo della sua squadra: “Possiamo giocare con vari atteggiamenti tattici: essere camaleontici è una forza che ci servirà nel corso del torneo. Domenica prossima a Cosenza ci attende un’altra gara tosta”. Sereno e moderatamente soddisfatto per il suo esordio in campionato con la casacca rossoblu. Così appare in conferenza stampa Oscar Branzani che si descrive: “Riesco a svolgere tutti i ruoli del centrocampo schierato a tre. Quando sono entrato il mister mi ha chiesto di giocare davanti alla difesa per spezzare le trame di gioco avversarie. Sicuramente sono entrato in un momento delicato della gara, ma la gestione della partita è alla base dei risultati. Penso di essermi calato bene nel match. Sinceramente sentivo che i tre punti erano nell’aria e la rete poteva giungere in qualsiasi momento. Peccato per la marcatura che ho mancato, nella circostanza sono arrivato con il passo lungo e stanco per una corsa di 50 metri”. E pensare che la sua permanenza a Taranto era stata in bilico fino agli ultimi giorni di mercato, ma poi…: “Il mister ha convito me e la società che restare qui era la scelta giusta. Sono sereno e felice di giocare in questa piazza e spero di ritagliarmi sempre maggiore spazio. Ovviamente dipenderà da me. I tifosi? E’ emozionante giocare in questo stadio davanti a tanta gente, soprattutto per me che ero abituato a duecento spettatori”. Non ha ancora raggiunto la forma ottimale a causa di una preparazione estiva saltata per una metatastalgia. Nicola Ciotola, però, si è rimesso in carreggiata e stà mostrando, seppur in parte, le sue qualità. “Devo migliorare – afferma l’attaccante jonico- la condizione fisica. Solo il lavoro può farmi migliorare e serviranno almeno altri 20 giorni per raggiungere la forma migliore. La partita? Abbiamo creato tanto, ma purtroppo abbiamo mancato il raddoppio in più di una circostanza. Per il futuro dovremo evitare i cali di concentrazione, come avvenuto oggi nella ripresa, e chiudere l’incontro quando si presenta l’opportunità. Tali insegnamenti dovranno tornare utili già dalla gara di domenica prossima a Cosenza. Il campionato? E’ equilibrato, senza una squadra favorita. Anche noi possiamo giocarci le nostre carte”. Deluso e rammaricato il tecnico del Gela Provenza, malgrado la consapevolezza dell’impegno profuso dai suoi uomini. “Sono rammaricato, perché abbiamo vanificato, con un errore difensivo, una prestazione di  grande sacrificio. Purtroppo, ad un certo punto della ripresa, ci siamo abbassati eccessivamente creando i presupposti per la rete del Taranto: squadra solida, tecnica e ben strutturata. Di certo tra noi e gli avversari c’era un grosso gap tecnico che abbiamo cercato di colmare con l’impegno, il sacrificio e l’abnegazione, doti fondamentali per raggiungere la salvezza. In avanti avevamo tre attaccanti abili nel manovrare palla a terra, ma nulla più. In ogni caso abbiamo meritato il pareggio, ma non siamo stati abili nel prosieguo a sfruttare le debolezze degli avversari che erano ormai sulle gambe” 

Enrico Losito – www.calciopress.net

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