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È arrivato il tanto atteso giorno della resa dei conti in casa granata: la tifoseria chiede una vittoria decisa e salutare per la classifica. Il Toro sente forte sul collo la pressione di chi sa che non può sbagliare e Lerda tenta la vendetta proprio a discapito della sua ex squadra, l’intraprendente e sfacciato Crotone di Menichini che vanta svariate decine di vittime illustri nel suo passato. A condire la serata da thriller sul versante pitagorico, l’infinito batti e ribatti di calciomercato su Gabionetta. Un giallo destinato a risolversi nel più banale dei soliti finali: il calciatore dovrà giocare con il Crotone poiché la proprietà del cartellino è, a tutti gli effetti, della società rossoblù.

Schieramenti. Il Toro non solo deve vincere e convincere, ma è costretto a far fronte alle contemporanee defezioni in difesa di D’Ambrosio e Ogbonna. Lazarevic e Bianchi, in non perfette condizioni fisiche, si accomodano in panchina. C’è però il trio delle meraviglie Iunco-Gasbarroni-Sgrigna alle spalle di Pellicori. Sulla mediana De Vezze e Zanetti. In porta il neo-acquisto Rubinho. Dal canto loro i pitagorici sentono il profumo di una ritrovata quadratura mentale e fisica: le idee di Menichini cominciano a prendere piede, gli acquisti di Russotto e del neo-ritrovato Gabionetta potrebbero portare quella sostanza di qualità che i tifosi chiedono e soprattutto la buona notizia è che in campo c’è Ginestra che in allenamento aveva fatto spaventare tutti, dopo un duro scontro di gioco. Dietro l’attaccante il trio formato da Napoli, Cutolo e De Giorgio, in difesa i soliti muri Viviani ed Abruzzese ed anche qui la novità Belec tra i pali che fa l’esordio fra i professionisti al posto dell’acciaccato Concetti. Il modulo delle due squadre è praticamente speculare: 4-2-3-1 per entrambi gli allenatori.

Primo tempo. Già dai primi minuti si comincia a capire quale sarà il leit-motiv dell’incontro: il Torino è spaventato ed opta per la classe compassata dei tre attaccanti sulla tre-quarti, mentre il Crotone è rapido, caparbio, ma attento con Napoli e De Giorgio che ripiegano continuamente per dar manforte in difesa a Crescenzi e Migliore nel raddoppio costante delle marcature. Dopo soli 3 minuti lo Squalo sfiora il vantaggio: lancio velleitario di Crescenzi per Cutolo, i centrali granata pasticciano e lasciano un corridoio aperto per l’indemoniato Napoli che non ci pensa due volte e si ritrova a tu per tu con Rubinho. Il portiere granata capisce che è già ora per gli straordinari ed uscendo alla disperata, ci mette una pezza di vera classe stoppando il tiro senza soccombere. Al 10’ è la qualita di Iunco a farsi sentire: dopo aver saltato con finte e controfinte Crescenzi, calibra il cross per l’accorrente Sgrigna che anticipando tutti con un rocambolesco e millimetrico colpo di karate, manda il pallone a lato di un soffio. Nonostante il Crotone mantenga il pallino del gioco grazie alla corsa continua di Beati e ad uno strepitoso Galardo in vena di ripartenze e lanci disegnati col compasso, è di nuovo il Toro con Gasbarroni a sfiorare la marcatura: il suo calcio di punizione al 21’ è velenoso, ma finisce sul palo esterno e termina fuori. Lo Squalo non si ferma, sembra giocare in casa dinanzi ai Granata e così al 25’ arriva la madre di tutte le occasioni; su assist di De Giorgio, Ginestra manda a dormire con un doppiopasso sontuoso Carrieri e Garofalo, arriva sul fondo e taglia l’aria piccola con un rasoterra perfetto per l’accorrente Cutolo che si trova ad un metro dalla porta spalancata: incredibile, ma vero, il furetto spara alto, esaltando i “questo lo segnavo anche io” di ‘Gialappiana’ memoria. Dopo un minuto di recupero Tommasi manda tutti sotto la doccia, il Torino sembra ancora in sofferenza, il Crotone è davvero emozionante.

Secondo tempo. L’aria di crisi in casa granata si respira a pieni polmoni: è gelida e graffiante come il piede del devastante Cutolo. Pronti-via e già al 3’ minuto c’è un break del solito, magistrale Galardo che imbecca il piccoletto al limite dell’aria; il fantasista si gira, si accentra, vede il pertugio e dai 25 metri lascia partire una sassata imperiosa che castiga il malcapitato Rubinho. Il pallone si insacca all’incrocio dei pali con il pubblico della Maratona che non sa se applaudire o imprecare su questo poderoso missile-gioiello che regala il vantaggio ai RossoBlù e riscatta il calciatore dopo l’incredibile rete sbagliata nel primo tempo. La gente comincia a fischiare, è delusa e al 7’ Zanetti sembra darle il colpo di grazia quando in piena solitudine in mezzo al campo cade a terra infortunato: al suo posto entra Obodo, Lerda comincia a tremare e passa alla difesa a tre con Bianchi che prende il posto del fantasma Pellicori. Quando finalmente Cutolo decide di alzare bandiera bianca ed esce per sfinimento, il Toro trova il jolly della serata: Obodo ruba palla a centrocampo e mette il pallone sui piedi di Sgrigna. È appena scoccato il 31’ quando l’ex-vicentino trova in area di rigore Iunco (autentica bestia nera per il Crotone), che si insinua velenosamente nell’unica occasione in cui trova larghe le maglie difensive calabresi e con un cucchiaino da intenditore manda a vuoto Belec e fa sfumare i sogni di gloria dei Pitagorici. Pare ormai di poter assistere ad un assalto granata ed invece sulla scia dell’entusiasmo della baby-gang Ledesma-Napoli-Uccello e la regia del sommo Galardo, i rossoblù di Menichini mantengono le distanze ed accentuano aggressività e sagacia tattica. Quando al 40’ Bianchi, con la forza della disperazione, anticipa di testa Belec in uscita mandando alto sulla traversa, si capisce che per il momento è meglio accontentarsi del pareggio, aspettando un avversario più morbido di questo Crotone che quanto vede il Toro indossa sempre un mantello da Matador e da inizio ad una palpitante Corrida, questa volta però, terminata senza vincitori ne vinti.    

TORINO (4-2-3-1): Rubinho; Filipe, Carrieri, Rivalta, Garofalo; De Vezze, Zanetti (Cap.) (7’ st Obodo); Sgrigna, Gasbarroni, (23’ st Lazarevic), Iunco; Pellicori (12’ st Bianchi). A disposizione: Bassi, Zavagno, De Feudis, Zavanovic. Allenatore: Franco LERDA.

CROTONE (4-2-3-1): Belec; Crescenzi, Viviani, Abruzzese, Migliore; Galardo (Cap.), Beati; De Giorgio (35’ st Parfait), Cutolo (23’ st Ledesma), Napoli; Ginestra (42’ st Uccello). A disposizione: Bindi, Cabeccia, Tedeschi, Eramo. Allenatore: Leonardo MENICHINI.

Arbitro: Dino TOMMASI di Bassano del Grappa (Conca-Evangelista/Gallione).
Marcatori: 3’ st CUTOLO (KR); 31’ st IUNCO (TO).
Ammoniti: 37’ pt Gasbarroni (TO); 32’ st Napoli (KR).
Recupero: +1 nel Primo Tempo, +3 nel Secondo Tempo.
Calci d’Angolo: 3 per il Torino, 6 per il Crotone.
Fuorigioco: 5 per il Torino, 3 per il Crotone.
Spettatori: 10.000 circa.
Note: I tifosi del Toro, nonostante il sostegno alla squadra e a Lerda, decidono ancora una volta di contestare il presidente Cairo e il direttore sportivo Petrachi. 

Andrea De Marco  www.calciopress.net

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