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“Mai più prigionieri di un sogno”. Non è una frase fatta, magari buttata lì tra le tante. Simboleggia, invece, la voglia di riscatto per una promozione in cadetteria raggiunta dopo 24 anni. Siamo nella stagione 1987-88, quando mister Di Marzio riporta il Cosenza in serie B.

La storia dei lupi, però, è travagliata: infarcita di picchi, grandi allenatori e giocatori transitati dal “San Vito”, ma anche di cocenti delusioni e cadute nel baratro. Come la cancellazione dai tornei professionistici, decretata dalla COVISOC e dalla FIGC, nel 2003. L’avventura ricomincia dai

campionati dilettantistici con alterne fortune e un paradossale sdoppiamento nella stagione 2004-2005 con la presenza di due club: il Cosenza Football Club e il Cosenza Calcio 1914. La tifoseria è basita e, allo stesso tempo, risoluta nel rifiutare la doppia identità cittadina. Seguono fallimenti e cambi di denominazione repentina che minano l’entusiasmo di una tifoseria sempre più disorientata. Nel 2007-2008 nasce la Fortitudo Cosenza, sorta dalle ceneri del Rende. A guidare la compagine silana è il giovane tecnico Toscano, che sarà l’artefice del ritorno dei calabresi, a suon di record, tra i professionisti al termine della stagione.

Si cambia nuovamente denominazione con la ricomparsa dello storico Cosenza Calcio 1914. Il ritorno al passato porta bene, infatti giunge la seconda promozione consecutiva con la conquista della C1. Il resto è cronaca recente: un anno da matricola (la scorsa stagione), tanto per riassaporare la terza serie. In ogni caso, malgrado il noviziato, i calabresi finiscono a ridosso dei play off. Quest’anno, invece, è diverso, perchè la rinnovata dirigenza rossoblu punta  dritto alla cadetteria. In tale ottica il neo diggi Renzo Castagnini  ha costruito una formazione in grado di puntare in alto.

All’intelaiatura dell’anno scorso, nella quale spicca la riconferma di Stefano Fiore (nome altisonante e di sicuro richiamo), sono stati aggiunti elementi in grado di elevare il livello tecnico dell’organico, sopratutto in avanti. Davvero interessante, infatti, risulta la batteria offensiva del Cosenza con gli arrivi di Mazzeo dal Frosinone, Degano (ex Crotone) e Matteini, proveniente dal Rimini. In buona sostanza un attacco di categoria superiore, senza dimenticare Biancolino, autentico valore aggiunto.

Inoltre a centrocampo l’innesto di Coletti fornisce una buona dose di cattiveria ed esperienza così come quello dell’argentino Raimondi in difesa. Troppi “anziani”? Non proprio, se pensiamo al “romanista” Giacomini e allo “juventino” Essabr. Sicuramente abbiamo omesso uno degli aspetti più importanti:la guida tecnica.  

La scelta è ricaduta su uno dei migliori tecnici della categoria: Paolo Stringara (nella foto), reduce dalle stagioni tribolate di Taranto e Cava dei Tirreni. Il trainer toscano cerca il rilancio definitivo con i lupi puntando sulla  disciplina tattica e l’eclettismo del suo 3-4-3.

Non sarà facile vincere il torneo. Il passato, però, insegna che non si può essere prigionieri per sempre. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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