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Il Presidente della Lega Serie A, Maurizio Beretta (nella foto), si è espresso sullo sciopero annunciato questa mattina dall’Assocalciatori per la quinta giornata di campionato in programma il 25 e 26 settembre: “Proclamare uno sciopero, che è una scelta veramente estrema, senza confrontarsi nel merito, è un atteggiamento molto grave, che rischia di essere pregiudiziale”. Spiega Beretta: “L’idea di presentarsi al tavolo con una pistola carica e il proiettile in canna non è il modo migliore per creare un accordo. Stiamo parlando di 5-600 soggetti con retribuzioni medie di oltre un milione e mezzo di euro e si tratta di un segnale pessimo per tutte le altre categorie di questo paese che si confrontano con problemi economici molto gravi”. “Forse l’AIC – conclude il numero uno della Lega di A – avrebbe fatto meglio ad aspettare l’incontro di lunedì per discutere nel merito”.

Anche il presidente del Brescia, Gino Corioni, commenta con durezza la decisione dell’Assocalciatori di proclamare uno sciopero per la quinta giornata di serie A in programma il 25 e il 25 settembre: “Lo sciopero proclamato dai calciatori? La cosa più assurda che potessero fare”. “I presidenti di serie A questa volta hanno capito che non si può dar sempre ragione a gente che guadagna anche milioni di euro all’anno – ha detto Corioni a CNR Media-. Nessuno di noi vuole rubare niente: si tratta di cambiare delle vecchie regole che sono in vigore da cinquant’anni. Fare lo sciopero invece di cercare di capire è sempre la cosa più superata che una categoria può fare, ancora più scandolosa se lo fanno i calciatori. Io spero che i presidenti non cedano a questi ricatti, sono troppi anni che si va avanti a non cambiare. Questa presa posizione dei calciatori è anti storica, anti logica, anti intelligenza, anti tutto”. Corioni conclude: “Il nuovo contratto non cambia molto. Lascia le stesse garanzie ai calciatori. Dà solo ai club la possibilità di mettere cifre più importanti a rendimento o a presenza. I calciatori sono abituati a firmare un contratto e poi fare quello che vogliono, anche i lavativi. Diciamo che il nuovo contratto mette delle regole sui loro stipendi”.

“E’ una tipica stupidità italiana”, il commento rilasciato da Maurizio Zamparini, mentre il patron del Genoa, Enrico Preziosi, giudica inopportuna la scelta adottata dai calciatori: “è una prova di forza più che un tentativo di dialogo, perchè proclamano uno sciopero per un contratto che ancora non esiste? E’ la solita prova di forza del sindacato, i calciatori vivono una situazione di privilegio rispetto ai normali lavoratori e vogliono mantenere questo stato, ma le società stanno cambiando, se vogliamo portarle alla bancarotta andiamo avanti così”. 

Redazioneweb – www.calciopress.net

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