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Lo sciopero dei calciatori indetto dall’Aic dell’avvocato Sergio Campana (nella foto), ha messo a rumore il mondo pallonaro e non solo.

Ciascuna delle parti in causa (Lega Serie A, Assocalciatori, presidenti) alza muri che alla fine si dimostreranno di burro. Lo spettacolo deve comunque continuare, perchè gli stipendi ai giocatori li pagano le pay tv che sarebbero le prime a essere danneggiate da un’eventuale serrata.

Dal confronto di oggi tra Lega Calcio e Aic uscirà dunque fuori una decisione, in merito allo sciopero proclamato per la quinta giornata di campionato, in qualche modo annunciata. Il presidente della Lega, Maurizio Beretta conferma che sarà un incontro importante: “Dettaglieremo e motiveremo le nostre proposte respingendo le accuse false che ci sono state mosse e le inesattezze che sono state dette. Ho letto infatti delle critiche a meccanismi che in realtà non abbiamo mai dettagliato perchè aspettavamo il confronto, per cui vorrei che fosse dato il tempo a chi deve discutere di farlo nel merito, senza prendere posizioni sulla base di gossip”.

Nel frattempo, sempre in merito alla serrata indetta dai giocatori di Serie A (ma non sarebbe stato più logico che a fermarsi fossero la Prima e la Seconda Divisione della Lega Pro di Macalli dove i problemi sono davvero seri? ndr) sulla prima pagina del sito del Corriere dello Sport compare una lettera indirizzata al portavoce dell’Aic Massimo Oddo. La scrive una giovane precaria di 32 anni e vogliamo riprenderla anche noi, in quanto esprime il disagio della gente comune, alla prese con una crisi che morde, di fronte a una decisione forse intempestiva nei tempi e nei modi.

Carissimo Massimo sono Aurora, educatrice asilo nido trentaduenne campana emigrata in Toscana da otto anni in cerca di un lavoro stabile, portavoce dei Movimenti Disoccupati e Precari di Firenze e d’Italia, volevo rispondere a questo tuo pensiero che mi ha tanto colpito perché noi purtroppo non ci sentiamo nemmeno persone, ma solo schiavi, che pur di arrivare a fine mese, anzi a fine giornata, siamo costretti ad accettare di lavorare in qualsiasi condizione. Oltre a curare i tuoi interessi e leggere i giornali sportivi, ti è giunto all’orecchio delle gravi problematiche sul mondo del lavoro? Volgi lo sguardo oltre il tuo mondo fiabesco? Negli stadi si osserva, giustamente, un minuto di silenzio, si indossa la fascia nera, si indossano magliette per tanti buoni scopi, si organizzano partite di beneficenza , ma mai e dico mai, un pensiero, una parola, uno striscione, sulle morti bianche, sul lavoro nero, su persone che ogni giorno perdono posti di lavoro. Da oltre due settimane in Italia ci sono precari in sciopero della fame per un lavoro a tempo determinato, retribuito con poco più di 1000 euro al mese per i pochi mesi che forse riusciranno, se fortunati a lavorare durante un solo anno, persone che purtroppo si tolgono la vita perché gli è stata tolta la DIGNITA’, madre che gli viene tolta la figlia neonata solo perché guadagna appena 500 euro al mese. Noi disoccupati, precari, poveri dobbiamo anzi ci costringono a farlo, arrovellarci su come arrivare a fine mese, combattiamo perché vorremmo una svolta nella nostra Italia e Voi avete deciso di scioperare per motivi a me futili , visto i vostri lauti guadagni che offendono tutti, lavoratori e non. Come faccio a spiegare ad un bambino tifoso, anzi amante del calcio del vostro sciopero, bambino a cui spesso si deve dire NO anche per una semplice bustina di figurine? Che modello educativo, umano e civico può dare ai tanti giovani questa vostra presa di posizione, visto che siete il loro modello da seguire? Forse potrebbe avere un senso se vi trovaste in prima persona a sostenere fattivamente e personalmente il mondo dei cittadini espulsi dal lavoro che sta’ urlando in varie piazze la loro disperazione, mettendo a disposizione la vostra istanza per ricostruire una società che rimetta al centro dei propri obbiettivi la DIGNITA’ e i DIRITTI di ogni individuo. E’ giusto che tuteliate i vostri diritti da lavoratore e sicuramente non è colpa vostra se questa società ha generato mostruose diseguaglianze, così mostruose da far indignare le tante migliaia di persone che ogni giorno lottano per sopravvivere qui in Italia e non nel Terzo Mondo. Spero di avere una risposta a questo mio scritto che dia un senso alla vostra iniziativa e al mio sentirmi “ NULLA” per poter ritornar ad essere una fiera tifosa delle squadre di calcio italiane”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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