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Durissimo il presidente del Cagliari, Massimo Cellino: “I giocatori dovrebbero scioperare per queste cose. Oggi per loro è stata una mattanza. Va bene le esigenze televisive, ma è una roba assolutamente da rivedere”.

La mattanza alla quale si riferisce Cellino è la partita Bari-Cagliari,  giocata e messa in onda alle 12.30 per soddisfare lo spezzatino voluto dalle pay tv. Un obbrobrio al quale nessuno ha saputo (voluto) dire di no, in nome del dio danaro.

La gara si è giocata al San Nicola. Alla fine del primo tempo Pinardi e Acquafresca del Cagliari sono stati costretti a uscire dal campo e rientrare negli spogliatoi in preda a inarrestabili conati di vomito.

Giocare a Bari in piena estate a quest’ora, con una temperatura di 35 gradi e un’umidità al novanta per cento, significa andarsela a cercare. Perché qui non siamo in Inghilterra, ma nella calda e soleggiata Italia.

Se aggiungiamo che alla partita giocata ieri al Franchi tra Fiorentina e Lazio – messa in calendario sempre per esigenze televisive alle 18 di sabato – hanno assistito appena 20mila spettatori (numero incredibilmente basso per la città gigliata), ci sembra che la misura sia colma.

A volte tornare sui propri passi non è cosa da stupidi, ma da persone intelligenti. Perchè, come diceva Totò, ogni limite ha una pazienza. A meno di non volerlo mandare a fondo questo calcio, insieme ai suoi (ormai disincantati)milioni di tifosi. 

Sergio Mutolo – www.calciopress.net

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