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Sergio Mutolo

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Sembra non aver fine il calvario dell’Hellas Verona in Lega Pro. Quella appena iniziata è la quarta stagione nella vecchia serie C1 (che Macalli ha deciso di ribattezzare pomposamente Prima Divisione), ma il club scaligero del presidente Martinelli non riesce proprio a uscire dal tunnel in cui si è andato a cacciare. Si susseguono allenatori, giocatori, direttori sportivi e quant’altro. Ma il risultato è sempre lo stesso: cambiato l’ordine dei fattori il prodotto non cambia.

I tifosi  gialloblù,i fantastici “butei” (nella foto) che anche quest’anno hanno sottoscritto circa ottomila abbonamenti e affollano il Bentegodi in più di diecimila ogni volta che l’Hellas gioca in casa (a conferma di un legame speciale con la loro squadra del cuore), non sanno più a che santo votarsi. Una specie di maledizione quella che si sta abbattendo sul club di riferimento della città di Verona e sulla sua gente, che davvero non meriterebbe un simile trattamento.

Anche quest’anno le cose sembrano mettersi male. Dopo cinque giornate l’Hellas è desolatamente ultimo in classifica nel suo girone, in compagnia del ripescato Bassano, con la miseria di quattro punti nel carniere. La scintillante vittoria al Brianteo di Monza aveva illuso l’ambiente, ma resta l’unica dall’inizio del torneo. Poi, solo delusioni.

Mastodontica quella di ieri a Gubbio, con l’Hellas in rete appena in apertura di partita che si fa rimontare e mettere sotto (c’è anche lo zampino dell’ex Gomez) da una formazione non trascendentale e per di più neofita della categoria. Una delusione tanto grossa da abbattere un bue..

L’arrivo di Giannini in panchina, di due bomber di spessore come Le Noci e Pichlmann, di un buon giocatore come l’islandese Hallfredsson: tutto inutile. Il modulo dell’ex Principe, un 4-3-1-2 abbastanza inedito per questa categoria, non riesce a produrre frutti e il Verona sprofonda verso il basso quasi senza colpo ferire. Eppure l’ex capitano della Roma avrebbe dovuto approfittare diversamente della ghiotta opportunità che gli era capitata a tiro, dopo le brutte esperienze sulla panchina della Massese prima e su quella del Gallipoli poi. Niente di tutto questo. Per l’Hellas è buio pesto.

Domenica prossima i gialloblù saranno ancora in trasferta, stavolta al Giglio per affrontare la Reggiana. Sulla panchina ci sarà ancora Giannini. Vista la deludente esperienza della fiducia incondizionata concessa a Remondina lo scorso anno, quando la promozione sembrava a portata di mano, la fiducia a tempo è davvero una buona soluzione? Questa è la domanda.

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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