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Sergio Mutolo

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L’accoglienza dei tifosi e dei media verso Milos Krasic (nella foto, il giorno della presentazione), centrocampista serbo classe 1984 arrivato alla Juventus durante il calciomercato estivo dal CSKA Mosca, è stata piuttosto tiepida.

Non sembravano forse all’altezza della società bianconera i suoi precedenti nel club russo (dove ha giocato per cinque anni) e, prima ancora, nel Vojvodina (anche qui cinque stagioni). Nell’immaginario popolare era rimasta solo quella vaga rassomiglianza con il grande Nedved, legata a quel gran cespuglio di capelli biondi, e poco altro.

Il fatto è che nel 4-4-2 di Delneri, più didatta che allenatore e per questo finora poco vincente, uno come lui potrebbe risultare fondamentale. Si tratta di un esterno capace di veloci sgroppate sulla fascia, abile a puntare e spesso superare per l’avversario, oltre che a fornire assist preziosi per i compagni che stazionano nell’area avversaria.

Non è un caso che proprio ieri, nella partita che ha segnato il ritorno alla vittoria della Juve al Friuli con l’Udinese (con il rotondo risultato di 4-0), proprio dal suo piede siano partiti il rasoterra che ha fatto segnare Quagliarella e l’assist volante che ha propiziato la rete di Marchisio.

Delneri deve essersi leccato i baffi nel rendersi conto che l’allievo ha saputo recepire in toto gli insegnamenti del suo maestro: questo è il massimo della goduria per il tecnico bianconero (quasi sosia dell’ispettore Clouzot immortalato al cinema dal mitico Peter Sellers), il cui credo nel modulo è quasi talebano.

Il prode Krasic, alla terza partita in campionato con la maglia bianconera ha dimostrato di essere in costante crescita anche se manca ancora di continuità e, dopo una mezzora di gran carriera, si è un po’ defilato dal gioco. Quelle scavallate in progressione sulla fascia e i due assist al bacio che hanno portato alla segnatura di due reti, fanno comunque sognare i tifosi.

Ciò che conta più di ogni altra cosa è la sua naturale predisposizione a inserirsi con le sue grandi doti nel 4-4-2. Questa, per Delneri, è in prospettiva la cosa migliore che sarebbe potuta capitargli. 

Lu. Cian. – www.calciopress.net

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