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Quando nella Roma calcistica le cose non vanno per il verso giusto, si aprono dibattiti catena. I giornali  giocano di spada e le radio abbandonano la musica per partecipare in maniera sostanziosa alla discussione, senza contare i tifosi pronti a riempire di parole i bar della zona. Questa è Roma. Solamente chi non l’ha mai vissuta non ne può conoscere in pieno tutte le sue sfaccettature, fatte di speranze, sfottò ed esagerazioni. Il tifo contro prende piede, la città si tappezza di scritte più o meno simpatiche, comunque sempre pronte a ricordarsi delle difficoltà altrui.

Poi c’è una Roma che vive la situazione in maniera volutamente distratta, in attesa di una nuova speranza chiamata vittoria che diventa magica se ottenuta nella stracittadina. La passione è vissuta in toto per l’intera settimana, così come la disperazione nel vedere più in alto chi non si vorrebbe vedere mai. A ciò va aggiunta una quotidianità spesso impegnata nel dribblare amicizie di fede contraria e, quando non puoi proprio fare a meno di affrontarla, tornare a sviscerare i fasti del passato che più aggradano.

C’è però anche chi deve fare i conti con i risultati negativi che generano tutta questa situazione. Allenatore, società e squadra sono impegnati giornalmente a difendersi da una pressione che in situazioni del genere appare assai difficile da combattere e che non si riesce a scrollarsi di dosso. Proprio questo fattore, che a Roma appare soffocante, potrebbe diventare esiziale per lo stato nervoso di una squadra che di per sè ha palesato problemi di tenuta.

Ne sanno qualcosa i tifosi della Lazio che, nella scorsa stagione, hanno dovuto fare i conti con un campionato mediocre mentre i cugini giallorossi erano in piena corsa scudetto. Un anno vissuto pericolosamente, con la consolazione finale del “Game Over” romanista. In questo scorcio di stagione chi raccoglie i cocci di un periodo negativo è la Roma di Ranieri, al quale nulla è servito lo sfogo davanti alle telecamere che sapeva molto di scossa alla propria squadra.

In questo momento, Totti e compagni avrebbero bisogno di tranquillità e di rigenerare quella carica mentale che alla fine dei conti fa girare meglio anche le gambe. I giallorossi, per farlo, possono contare su due fattori principali: loro stessi e i propri tifosi, sempre calorosi e numerosi al seguito della “Maggica”. Ma c’è da superare l’ostacolo Roma che, inevitabilmente, torna come un boomerang ogni qualvolta i conti non tornano. E allora, forse, è meglio fischiettare una delle tante canzoni dedicate alla Città Eterna, ricordandole di non fare la stupida stasera.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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