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Diciamocelo sinceramente, in quanti avevano creduto a questo sciopero? Sinceramente pochi se non addirittura nessuno. Primo perché chi vuole scioperare per farsi riconoscere dei diritti, non lo annuncia a lunga scadenza, ma lo mette in atto, e basta. In secondo luogo, questa sortita pareva abbastanza in controtendenza con i veri problemi con cui quotidianamente il cittadino medio deve fare i conti, e sinceramente la categoria avrebbe fatto una figura barbina, se raffrontata con i conti in tasca. Sia chiaro i diritti sono uguali per tutti, e non tutti i calciatori navigano in acque calme.

Fatto sta che lo sciopero paventato per la giornata di sabato e domenica prossima non si farà. L’Assocalciatori e la Lega di Serie A si sono riavvicinate, trovando un accordo di massima che ha interessato sei posizioni sulle otto indicate. Per il momento può bastare, anche se la categoria ha fatto intendere che se non si troverà una soluzione ai due punti mancanti (obbligo di trasferimento e giocatori fuori rosa) si tornerà a proporre uno sciopero per la data del 30 novembre.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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