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Il Torino sta risalendo a grandi falcate la classifica del campionato di Serie Bwin. Le due vittorie consecutive, in trasferta a Sassuolo e all’Olimpico con il Novara (nella foto), hanno contribuito a risistemare una classifica che si stava facendo pericolosa.

Nonostante ciò, la contestazione nei confronti del presidente Urbano Cairo non accenna ad attenuarsi e segna anzi pericolosi picchi verso l’alto.  

Quando il Toro gioca in casa sono sempre di più i tifosi che si mettono al collo sciarpe ed espongono bandiere nero-oro, per richiamarsi agli antichi colori sociali del club in segno di radicamento e disconoscimento dell’attuale dirigenza (un po’ come capitava durante le partite del Manchester United nella scorsa stagione). L’invito sotteso a Cairo è, implicitamente, quello di andarsene.

La contestazione assume anche toni meno pittoreschi e oggettivamente censurabili, come è accaduto qualche giorno fa quando sull’ingresso della sede di “Cairo editore” a Milano, in corso Magenta al civico 55, è comparsa la scritta “Game over” disegnata col colore granata. Inoltre è stato lanciato sul portone liquido infiammabile e spruzzi di vernice sono stati schizzati un po’ dappertutto. Secondo la polizia l’episodio sarebbe da correlare con le contestazioni in atto da parte di tifosi del Torino appunto contro Urbano Cairo, presidente della squadra. Qualche settimana fa un atto simile era stato compiuto davanti alla sede sociale di via Arcivescovado.

Gli ultras (con sistemi da codice penale) e i tifosi (con la loro civile protesta giallo-oro allo stadio) esprimono comunque un disagio crescente nei confronti di un presidente cui si imputa di non aver mantenuto le promesse e verso il quale l’atteggiamento della tifoseria granata sembra ancora spaccato tra falchi e colombe.

Lu. Cian.  – www.calciopress.net

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