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Dopo le (inevitabili) proteste sollevate dalla ipotesi di anticipare al 22 dicembre la giornata di Serie A TIM fissata per il 6 gennaio, Galliani stronca senza mezzi termini la proposta dei calciatori.

L’amministratore delegato del Milan chiarisce ai calciatori che il 22 dicembre non si gioca: “Credo che nessuno sia favorevole. E’ una scelta assurda, demenziale, che non passerà”. E spiega: “Il Milan voterà contro, la Roma anche e non solo. Bisogna avere rispetto del pubblico”.

Una dichiarazione che sa tanto di contentino e invita, in ogni caso, a qualche (amara) riflessione.

Il calcio è stato trasformato in un prodotto tanto demenziale, in tutti i suoi aspetti, che è assurdo definire come tale una scelta dal significato comunque marginale rispetto allo sfascio dilagante.

I fatiscenti stadi italiani, del tutto inadeguati per un pubblico pagante, sono diventati luoghi di spettacolo virtuale ad uso e consumo delle televisioni a pagamento.

La scelta di accettare lo spezzatino imposto dalle pay tv, in nome di esigenze finanziarie conseguenti alla incapacità di procacciarsi ricavi di altra natura, comporta l’asservimento dei club alle esigenze dei propri ufficiali pagatori.

In  un contesto di questo tipo mettersi a fare il duro e parlare di rispetto del pubblico, come fa Galliani in nome e per conto del suo team di presidenti, è una dichiarazione con scarso nesso logico.

L’ennesima presa in giro nei confronti dei tifosi che, da architrave del calcio, hanno finito per contare meno di zero. 

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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