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Mentre il calcio italiano è sommerso da mille problemi e gli stadi si svuotano in modo pauroso, negli alti livelli predomina la voglia di bacchettarsi a vicenda piuttosto che di impegnarsi 24 ore su 24 per provare a venirne fuori tutti insieme.

Ecco così le agenzie battere la notizia che il presidente della Figc, Giancarlo Abete (nella foto), risponde per le rime al numero uno dell’Inter, Massimo Moratti. Il massimo dirigente del calcio italiano respinge l’ipotesi avanzata dal presidente nerazzurro che ci siano stati sorrisi, ammiccamenti e tantomeno il varo di una strategia comune.

Così era stata “letta” dalle parti di Milano, prosegue l’agenzia AGI, la visita in Figc di due giorni fa del presidente della Juventus Andrea Agnelli e del ds Giuseppe Marotta: una sorta di “intesa” per la rivisitazione dell’assegnazione dello scudetto del 2006 dopo le nuove rivelazioni di Calciopoli.

Abete, in una conferenza stampa al termine del Consiglio Federale, ha tenuto a precisare: “Ho letto varie interpretazioni sui giornali sulla giornata di martedì, ma io non ho fatto dichiarazioni pubbliche e sono entrato in federazione alle 7.30 e uscito alle 21. Non so come abbiano fatto a vedermi sorridere, non ci sono webcam”

“Garantisco il massimo livello di trasversalità”, ha proseguito il numero uno della Federcalcio ”e un comportamento confacente al mio ruolo. I livelli di consenso per la mia carica non sono legati ai grandi club e quando, per esempio, le ‘sette sorelle’ avevano voluto il doppio designatore, io ero vicepresidente e non ero d’accordo. Anche in quel caso mostrai una certa equidistanza: queste sono cose note che è bene ogni tanto ricordare”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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