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Cresce il rosso di bilancio del calcio italiano. Il debito della serie A sfonda il muro dei due miliardi. Le venti società di vertice del calcio italiano hanno accumulato una massa di passività verso fornitori, banche, soci e fisco che si attesta a 2.225 milioni di euro.

Lo rende noto Il Sole 24 Ore, precisando che dalla lettura dei bilanci 2009 (gli ultimi depositati) emerge un peggioramento della situazione rispetto alla stagione precedente. All’epoca i debiti dei club della massima serie nazionale (a breve e a lungo termine) ammontavano infatti a 1.977 milioni.

Il calcio italiano sembra peraltro aver imboccato da questa stagione la strada del ravvedimento e prova a contenere le spese. La zavorra delle spa calcistiche italiane resta l’eccessiva incidenza degli ingaggi pagati agli atleti (ben oltre il miliardo di euro) che assorbono i tre quarti del fatturato, contro una media europea che si colloca fra il 50 e il 60% (il rapporto stipendi/ricavi nella Bundesliga è al 51%).

La Serie A TIM dovrà presto fare i conti con il financial fair play (ffp) imposto dalla Uefa di Michel Platini e di fatto accettato dalla “Eca” (la “confindustria” del calcio europeo). Nell’arco del prossimo triennio la condizione per accedere alle competizioni continentali gestite dalla Uefa (Champions League e Europa League) sarà a norma del fair play finaziario l’equilibrio fra ricavi e costi.

Con la graduale entrata in vigore del ffp, che scatterà (salvo proroghe) dalla stagione 2013-14, le società saranno valutate in base a coefficienti di rischio legati al debito accumulato, al monte ingaggi e alla capacità di onorare le scadenze.

Come precisa Il Sole 24 Ore il regolamento finanziario emanato dalla Uefa e monitorato dal Panel prevede che potrà essere tollerata – a condizione che il buco sia ripianato con misure di ricapitalizzazione da parte degli azionisti e non da prestiti che aumentino i debiti – una perdita fino a 15 milioni all’anno per le stagioni dal 2011 al 2014 (per un massimo di 45) e 10 milioni all’anno per le stagioni dal 2015 al 2018 (con un’asticella che scende a 30). Livelli di rosso che potrebbero cambiare la faccia del calcio italiano e europeo.

So. Gian. – www.calciopress.net

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