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Dopo cinque turni di campionato la classifica della Serie A TIM, complice anche il fatto di giocare ogni tre giorni, non vede in testa le squadre di riferimento alle quali ci eravamo un po’ tutti  abituato negli scorsi anni. Le cosiddette “grandi” latitano.

Inter e Lazio sono in testa con 10 punti, ma nello spazio di sole tre lunghezze c’è una tale ammucchiata che tutti possono sperare tutto. La stessa Fiorentina di Sinisa Mihajlovic, data per spacciata sotto questo profilo, si è rifatta prepotentemente sotto. Ai viola sono bastati, nel giro di quattro giorni, un pareggio al Ferraris con il Genoa e la vittoria al Franchi con il Parma per rilanciarsi anche in chiave di alta classifica (specie ora che hanno ritrovato il sostegno del loro grande pubblico, compattatosi attorno alle maglie dopo la contestazione scoppiata nel dopo-Lazio).

Una delle ragioni è certamente da ricercare nella difficile congiuntura economica che sta attraversando il calcio italiano, agganciato a un sistema-paese che va parecchio a rilento (avvitato oltretutto  in una serie di polemiche sterili a livello politico e governativo che lo stanno ancor più impaludando). Ciò ha determinato una brusca frenata alle spese da parte di alcune big (l’Inter di Moratti docet) e al conseguente accaparramento dei pezzi migliori in circolazione, con un inevitabile livellamento tecnico.

Inoltre che alcune delle “grandi” soffrono una fase di involuzione anche a livello di guida tecnica. Il passaggio  da José Mourinho a Rafa Benitez (nella foto) sulla panchina dell’Inter si sta mostrando più complicato del previsto e la gestione dello spogliatoio da parte dell’allenatore spagnolo non sembra quella tosta del suo collega portoghese (il pubblico sfogo di Chivu sul campo dell’Olimpico esprime un gruppo assai meno monolitico che in passato). Anche il Milan di Allegri e la Juventus di Delneri (con un gruppo che deve digerire il modulo del didatta friulano) sembrano soffrire sotto questo punto di vista. A Roma Ranieri ha le sue gatte da pelare con un Totti che non ci sta a essere lasciato fuori.

C’è infine da contare che le medio-piccole si sono attrezzate al meglio e stanno affrontando a muso duro questo inizio di stagione. Palermo, Catania, Lecce, Bologna e il Cesena delle prime giornate di campionato stanno facendo a gara per mettersi in evidenza.

Risultati scontati non ce ne sono più (basti pensare a Palermo-Lecce di domenica scorsa). Si fa strada la speranza che, ai giochi finali, possa arrivare a partecipare qualche club diverso dalle solite “strisciate”. Per il disastrato calcio italiano sarebbe una lezione salutare.

So. Gian. – www.calciopress.net

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