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Sergio Mutolo

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La colpa non è solo della Tessera del tifoso, visto che le motivazioni sono ovviamente più complesse. Certo è che la card imposta dal ministro dell’Interno Roberto Maroni rischia di dare la mazzata finale a un calcio già alla canna del gas.

Gli abbonamenti, che andavano obbligatoriamente sottoscritti con la Tessera, sono sensibilmente calati. La diminuzione è valutabile in circa un quarto, rispetto ai dati della scorsa stagione. In alcuni casi come quello della Lazio, che pure è capolista con l’Inter, si può parlare di un vero e proprio crollo. Netta anche la flessione dei sostenitori che seguono la loro squadra in trasferta. Le ripercussioni sui bilanci societari, che sono di per sè disastrati, si faranno presto sentire.

Il fatto grave e paradossale, in termine di gestione della sicurezza all’interno degli stadi, è che i tifosi “non tesserati” vanno a finire in mezzo ai rivali. E’ già successo in Inter-Bari e in altre partite. Continuerà a succedere. Ieri al Franchi, in occasione della partita Fiorentina-Parma, un centinaio di tifosi gialloblù “non tesserati” (impossibilitati a comprare il biglietto nel settore loro riservato secondo le norme ministeriali) hanno acquistato tagliandi per i quali non è necessaria la TDT.

Il gruppo è stato sistemato in una specie di mini-formaggino in Curva Ferrovia, settore destinato ai tifosi della Fiorentina, separato dai sostenitori viola da un cordone di stewart. Non è successo niente, anche perché quella tribuna era desolatamente vuota (appena ventimila gli spettatori che hanno assistito alla gara).

La TDT rischia di spaccare anche le tifoserie, e molte già lo sono. Sempre al Franchi, nella gara con il Parma connotata da un sostegno spettacolare del pubblico alla Fiorentina vittoriosa con il Parma, bordate di fischi sono state indirizzate dalla curva Fiesole ai tifosi viola “non tesserati” che espongono il loro striscione in occasione delle gare interne (nella foto, scattata dalla tribuna) e acquistano il biglietto volta per volta.

Questa card non piace (quasi) a nessuno. Chi l’ha imposta non fa niente per farla piacere né per rimediare ai troppi paradossi che sta creando. Finora ci si consola perché non è successo niente, ma il futuro è tutto da decifrare. Mai dire mai, nella vita e nel calcio. 

Calcio, tifosi senza tessere

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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