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Il calcio moderno sta svuotando gli stadi. L’arroganza delle pay tv e l’imposizione degli assurdi orari legati allo spezzatino televisivo da propinare ai tifosi da salotto, stanno smontando il giocattolo. Resistevano ancora salde roccaforti. Tra queste Firenze, città in cui il senso di appartenenza sembrava radicato e immune da contaminazioni. Così non è stato. Anche il Franchi perde colpi. Assistere alle partite (Napoli, Lazio e Parma) ha un che di desolante e mette addosso tanta tristezza. I media, invasi dal chiacchiericcio gossipparo che ormai travalica sulla sostanza dell’evento sportivo, sono distratti e rinchiusi a riccio a tirare la loro carretta. Si parla poco di questo tema, troppo poco. I (gloriosi?) quotidiani sportivi nazionali, che hanno pur fatto la storia del calcio, dovrebbero mettere in piedi un’inchiesta dietro l’altra e avanzare proposte a getto continuo. Non è forse (anche) questo il ruolo del giornalismo? La situazione di Firenze è ben tratteggiata in questa riflessione tratta dal sito web Dodicesimo Uomo la voce dei tifosi viola, che ci piace condividere con i lettori di Calciopress (Sergio Mutolo).

“Nuovo campionato, nuovi numeri. Quelli relativi alle presenze allo stadio sono da minimi storici, una media di circa 21.000 spettatori, meno della metà della capienza del Franchi. Le ragioni le conosciamo tutti, sono state elencate più volte. Quello che invece stupisce e che nessuno parli, cerchi di risolvere quello che è per Firenze una vera anomalia. Prandelli ha detto di lavorare sui giovani e sulle scuole, che uno stadio così mette tristezza e malinconia. Non si registrano altre voci di addetti ai lavori o se ci sono state, chiediamo scusa ma non ci sono arrivate. Chiaro che i risultati sono una bella spinta per riportare i tifosi allo stadio ma se la memoria non ci tradisce anche nella scorsa stagione, tranne in Coppa Campioni, i larghi spazi vuoti, in particolare in Ferrovia si sono sempre visti. Il tifoso in fuga dallo stadio non è un problema che riguarda solo Firenze, altrove lo spettacolo è ancora più desolante. Ma Firenze dall’avvento delle pay-tv ad oggi in qualche modo aveva “retto”. Perchè in nessun posto come altrove il senso di appartenenza è così radicato. Perchè la Fiorentina significa Firenze. Quindi viene da domandarsi se noi tifosi per primi stiamo perdendo proprio quel “senso di appartenenza”. La risposta che ci viene da dare è in qualche modo si. Senza andare troppo lontano nel tempo, nei primi anni 90, era usuale vedere studenti andare a scuola con la sciarpa viola, oggi no.I club organizzati contavano centinaia, addirittura migliaia di iscritti. E’ soprattutto il calcio che è cambiato, con società e giocatori sempre più distanti dai tifosi. L’overdose di calcio giocato, scritto, finisce con lo stancare. Però stupisce che non si faccia nulla per incoraggiare i tifosi a tornare e non parliamo di prezzi popolari ma di iniziative, vedi Bergamo, che facciano sentire il tifoso non un cliente ma protagonista come lo era in un passato non molto lontano”.  

Redazioneweb – www.calciopress.net

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