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Paiono trascorsi anni luce e, invece, si tratta solo di riavvolgere il nastro a qualche lustro fa, Correvano gli anni ottanta sotto la presidenza del compianto Romeo Anconetani, figura vulcanica e carismatica. La bella storia, però, s’interrompe e il declino è dietro l’angolo. Sotto la stessa Torre (nella foto, visione arera dell’Arena Garibaldi), che era stata testimone di tre promozioni dalla B alla massima serie, le ombre hanno un colore diverso, più tetro, sono giochi di luce che si alternano a cambiamenti di prospettiva.

Sono proprio queste ultime a cambiare in casa nerazzurra, perchè nel 1994 la crisi finanziaria attanaglia il club toscano che rischia di scomparire dalla cartina geografica del calcio italiano. Le ombre si incupiscono, ma da una sinergia di imprenditori nasce la fiammante A.C. Pisa che viene iscritta al torneo di Eccellenza toscana. La risalita è faticosa tra cambi di denominazione, ripescaggi e promozioni entusiasmanti come quella del campionato 2006-2007 sotto la guida di mister Braglia, che riporta i toscani in cadetteria dopo tredici anni d’assenza.

Negli anni successivi, precisamente nella stagione 2007-2008, i tifosi sognano il ritorno in serie A, ma a rovinare la festa ci pensa il Lecce che sconfigge i nerazzurri nelle semifinale play-off. Il calice torna ad assumere un retrogusto amaro e le ombre nuovamente si dilatano, perchè al peggio non c’è mai fine. Infatti la triste storia del ’94 si ripete anche nella torrida estate del 2009, quando la Covisoc esclude i toscani dal torneo di Lega Pro a causa dei debiti accumulati abbinati all’assenza di garanzie patrimoniali.

Solo la caparbietà del sindaco Filippeschi permette nuovamente al pallone di rotolare sotto la Torre: nel luglio del 2009 viene costituita la società AC Pisa 1909. Il neonato club viene iscritto al campionato di serie D. Malgrado gli avvicendamenti societari e quelli relativi alla guida tecnica, la squadra, guidata da Cuoghi, conquista la promozione approdando in Seconda Divisione Lega Pro. Il resto è storia recente con il ripescaggio in Prima Divisione e la riconferma del tecnico Cuoghi, sostenitore di un elastico 3-5-2  pronto a trasformarsi nel classico 4-4-2.

La rosa attuale è infarcita di giovani di prospettiva come il portiere Lanni e i difensori Ton e Bizzotto, anche se non mancano gli elementi esperti: l’esterno basso Calori (ex Taranto), il centrocampista Favasuli (proveniente dalla Cavese), l’esperto marcatore Gimmelli. Tutti calciatori di categoria a cui vanno aggiunti i nomi “blasonati” di Giovanni Passiglia, Christian Amoroso e Marco Carparelli. Niente male per una “neo-promossa”, anche se i “nomi” non stanno trovando riscontro nei risultati del campo. Infatti in avvio di torneo gli uomini di Cuoghi stanno stentando a scardinare le difese avversarie, pur palesando una discreta organizzazione tattica. La cartina di tornasole è costituita dalla casella delle vittorie ancora desolatamente ferma a zero.  Probabilmente pesa, allo stato attuale, l’assenza di un centravanti d’area di rigore capace di realizzare e nel contempo dialogare con lo stesso Carparelli.

Ad ogni buon conto c’è tempo per recuperare, la piazza è ansiosa di ritornare nel calcio che conta, ma la prudenza è saggia consigliera. Meglio, dunque, volare basso e veleggiare verso acque tranquille. Intanto la Torre continua a proiettare le sue ombre che ora possiedono tonalità meno cupe. 

Enrico Losito www.calciopress.net

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