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Sergio Mutolo

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Fiorentina-Palermo finisce 1-2. Stavolta non è bastato alla Viola un secondo tempo arrembante per recuperare una partita che il Palermo ha largamente meritato di vincere. Per Sinisa Mihajlovic (nella foto) la classifica si sta mettendo male. La sua squadra, che avrebbe dovuto fare sfracelli secondo le dichiarazioni roboanti di inizio campionato, naviga mestamente a quota cinque in classifica. In quattro partite interne i viola hanno già perso due volte (oggi e con la Lazio), pareggiato all’esordio con il Napoli e vinto con un Parma apparso di livello mediocre (almeno nella circostanza). Il Franchi, anche oggi semivuoto nonostante la partita promettesse bene, ha smesso da tempo di fare la differenza.

Sia chiaro che la vittoria del Palermo ci sta tutta. Nella prima metà della gara i giovani rosanero di Delio Rossi hanno impartito una severa lezione di calcio alla squadra viola, apparsa pericolosamente giù di tono dal punto di vista fisico oltre che tecnico. I siciliani sono rientrati negli spogliatoio in vantaggio di due reti, uno scarto espressivo solo in minima parte della grande superiorità dimostrata in campo da un avversario apparso di altro livello. Il filiforme Ilicic (classe 1988, arrivato in Italia per 800mila euro) aveva già provato a segnare al 7’, ma il suo tiro dalla lunga distanza si era stampato sulla traversa. Al 20’ lo sloveno si è ripetuto dai trentacinque metri, con una prodezza balistica che ha fatto secco Frey. Nel frattempo Pastore (classe 1989) si muoveva per il campo con rara eleganza di movimenti, prova di un talento che promette davvero grandi cose. I vari Cassani, Nocerino e Balzaretti non smettevano di imperversare sulle fasce, togliendo il respiro agli impacciati avversari viola. Davanti Pinilla era una mina vagante, ma tutto il complesso funzionava come un impeccabile orologio svizzero. Inevitabile il secondo gol, arrivato al 37’ grazie a Pastore che finalizzava con un gesto tecnico da vero fuoriclasse il succulento invito del corridore Nocerino. Il presidio a centrocampo di Bacinovic e Migliaccio impediva alla Fiorentina di rendersi veramente pericolosa. I tifosi viola assistevano annichiliti a questa specie di mattanza, pur senza far mai venire meno il loro sostegno alle maglie.

La ripresa vedeva in campo una Fiorentina più tonica, anche perché il Palermo era reduce da una partita di Europa League giocata solo giovedì scorso e provava a tirare il freno a mano. Al 58’, quasi a sorpresa, Gilardino riapriva i giochi mettendo alle spalle di Sirigu un preciso invito dalla sinistra del neo entrato Santana. Sette minuti dopo il pareggio sembrava cosa fatta, ma il rigore assegnato da Mazzoleni per un dubbio fallo di mano in area di Balzaretti non veniva trasformato da Ljajic (apparso oggi lezioso  e poco incisivo). Il colpo di reni consentiva al portiere rosanero Sirigu di impedire alla Fiorentina il 2-2. La svolta al 73’ quando Montolivo, fino a quel momento un’ombra vagante per il campo, atterrava da ultimo uomo un avversario lanciato a rete. Sarebbe stato il 3-1, evitato da quel che resta del capitano, ma la squadra viola rimaneva in dieci e non c’era più nulla da fare. La partita si concludeva con la vittoria del Palermo tra i cori inviperiti della Fiesole all’indirizzo dell’ad Mencucci. Da sottolineare che, a un certo punto della ripresa, tra i rosanero c’erano in campo due giocatori classe ’90 (Munoz e Hernandez) e uno classe ’92 (Kasami). E poi dicono che i giovani devono essere lasciati a marcire.

Per la Fiorentina, che da un anno è senza presidente dopo le dimissioni di Andrea Della Valle, si apre una parentesi buia che è (anche) figlia dell’incertezza societaria. Non si salva quasi nessuno dalla seconda debacle interna, salvo forse il pugnace Donadel e il ficcante Santana. Sugli altri meglio stendere un velo pietoso. A questo punto gli obiettivi della squadra viola si sono drasticamente ridimensionati. Bisognerà anzi stare molto attenti a guardarsi le spalle. La delusione dei tifosi viola si taglia con il coltello. Serve assolutamente una scossa, per Firenze e per la Fiorentina. Non solo, e non tanto, in panchina.

FIORENTINA (4-2-3-1): Frey, De Silvestri (42′ Comotto), Gamberini, Kroldrup, Pasqual, Donadel, Montolivo, Cerci (76′ Bolatti), Ljajic, Marchionni (56′ Santana), Gilardino. A disp.: Boruc, Felipe, Zanetti, Babacar. All.: Mihajlovic.
PALERMO (4-3-2-1): Sirigu, Cassani, Munoz, Bovo, Balzaretti, Migliaccio, Bacinovic, Nocerino, Ilicic (84′ Kasami), Pastore (90′ Maccarone), Pinilla (66′ Hernandez). A disp.: Benussi, Glik, Garcia, Darmian. All.: Rossi.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo.
Ammoniti: Bovo (P), Ljajic (F).
Espulso: 73′ Montolivo (F).
Note: spettatori 22.795 (6.718 paganti e 16.077 abbonati), per un incasso di euro 434.036 (117.450+316.586 rateo abbonati)

Sergio Mutolowww.calciopress.net

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