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La sesta giornata di campionato ha decretato alcune certezze. In primis il passo da capolista della Lazio, che fa da contraltare alle difficoltà dell’altra squadra romana in crisi di risultati. Poi l’ottimo momento del Milan, che sta trovando il proprio equilibrio tattico e quello del Palermo, capace di espugnare il campo di una Fiorentina sempre più in difficoltà. Infine la risalita del Lecce, che con il Catania trova tre punti pesanti.

Il Sabato. L’Udinese trova la prima vittoria stagionale a scapito di un Cesena che sta facendo i conti con una partenza di campionato bruciante e che ora la riporta verso posizioni di classifica con cui dovrà fare realmente i conti nel prosieguo del torneo. I bianconeri di Guidolin trovano tre punti fondamentali all’ultimo tuffo, grazie alla rete messa a segno da Benatia quando mancava ormai pochissimo al termine della gara. In serata il Milan espugna il Tardini di Parma grazie a un eurogol di Pirlo. La squadra di Allegri sembra trovare a piccoli passi il giusto equilibrio tra il supporto alle azioni offensive e la fase difensiva. Ottima la mossa proposta dal tecnico rossonero di schierare Ronaldinho trequartista. Il Parma non ha offerto una valida opposizione e, anche in fase avanzata, non ha saputo creare i giusti pericoli. Dopo la sconfitta di Firenze un’altra prova incolore per gli uomini di mister Marino. Adesso anche la classifica traballa.

La Domenica. Il colpo della domenica è quello del Palermo, che espugna il Franchi di Firenze con una prestazione d’autore. Bella da vedere la formazione rosanero con un manipolo di giovani che stanno rapidamente passando dalla fase di “interessanti” a quella, ben più gratificante, di certezze. La squadra di Delio Rossi gioca un ottimo calcio fatto di ritmo e fantasia, ma anche di potenza messa in campo al momento opportuno. La Fiorentina da parte sua ha confermato le difficoltà di un organico che sembra avere molte lacune e con cui Mihajlovic deve e dovrà fare i conti almeno sino a gennaio. Salutare vittoria per il Lecce di Gigi De Canio, che grazie alla rete messa a segno da Corvia, batte il Catania di Giampaolo troppo sprecone sotto porta (Maxi Lopez  in un paio di occasioni ha fatto gridare al gol i tifosi etnei). Una battuta d’arresto che non preoccupa più di tanto i siciliani, per il momento al riparo da brutte sorprese.

Davanti a Cesare Prandelli, Bologna e Sampdoria pareggiano una gara addosso alla quale il risultato di parità sembra cucirsi a meraviglia. In ombra il duo azzurro formato da Cassano (in fase involutiva e snche sostituito) e Pazzini. Bella soddisfazione per Britos, autore del gol del pareggio bolognese, che riscatta la sciagurata autorete della settimana scorsa. Un’autorete ha caratterizzato però anche oggi la gara dei rossoblu. Questa volta a insaccare nella propria porta è stato Portanova. Per la Samp un momento di stanca, visti anche gli impegni europei. La squadra di Mimmo Di Carlo sembra aver perso la brillantezza sfoggiata a inizio stagione. Pareggio a reti inviolate tra Chievo e Cagliari, con gli scaligeri più pimpanti e pericolosi dei sardi. Un pareggio sostanzialmente giusto, anche se i gialloblu veneti hanno reclamato a lungo per un calcio di rigore non concesso dal signor De Marco. Gli isolani sembrano aver perso lo smalto in zona offensiva che ne aveva connotato l’inizio di stagione.

Luca Toni, con il primo gol a Marassi regala tre punti al Genoa di mister Gasperini, al cospetto di un Bari volenteroso e capace di rimettere in gioco la partita dopo l’iniziale svantaggio. La squadra di Ventura ha avuto il solo demerito di non tenere alta la concentrazione negli ultimi secondi di gara. Mancavano infatti solo due minuti al termine quando una disattenzione difensiva, su palla inattiva, permetteva a Luca Toni di siglare la prima rete davanti ai suoi tifosi. Un gol importantissimo per i liguri che si attestano nelle zone medio-alte di classifica. Continua a volare sul prato dell’Olimpico l’aquila beneaugurante voluta dal presidente Lotito e, con il rapace, tutta la Lazio che contro un Brescia mai domo trova i tre punti che le permettono di primeggiare in classifica. Questa volta niente magie di Zarate o Hernanes. I tre punti ai capitolini li recapita un gol di Mauri allo scadere del primo tempo. Per la squadra di Iachini è arrivata la terza sconfitta in campionato e quella lombarda è l’unica compagine a non aver ancora pareggiato. La Lazio si gode il momento magico frutto dell’ottimo lavoro di mister Reja. A Napoli si rivede una Roma impacciata e priva di idee. La squadra di mister Mazzarri impiega 27’ di gioco per avere ragione dei giallorossi, apparsi quasi mai in partita se non nelle conclusioni di un Borriello in gran forma, inspiegabilmente sostituito da Ranieri. Troppo lenta la manovra dei capitolini per impensierire un Napoli in grande spolvero. La vittoria contro l’Inter appare lontana per gli uomini di Ranieri che, stasera, fanno di nuovo i conti con una classifica deficitaria.

Il Posticipo. Una Juventus autoritaria conquista un punto al Meazza contro un’Inter spuntata. La squadra di Benitez si rende pericolosa in un paio di occasioni, così come i bianconeri di Delneri. Una partita giocata su buoni ritmi, con i bianconeri apparsi più determinati a ottenere un risultato positivo. Alla fine il pareggio premia più la voglia della Juventus, rispetto alla poca incisività dei nerazzurri. Un risultato giusto per una partita che ha fatto comunque registrare poche occasioni da rete, con il gioco che ha ristagnato in prevalenza al centro del campo.

Stefano Cordeschi – www.calciopress.net

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