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Nuovo giro di valzer in Serie B, ma a quanto pare la musica non cambia: il Siena di Antonio Conte (nella foto, il vice-presidente Valentina Mezzaroma) non si fa deconcentrare da un intimidito Modena che, rientrato ormai nei ranghi che maggiormente gli si addicono, non riesce a far punti nemmeno con i tatticismi più estremi e dopo un primo tempo all’insegna del contenimento, viene bersagliato dai bianconeri nella ripresa fino a quando con incisiva precisione, Sestu vede in area di rigore il centrale difensivo Ficagna e lo serve: colpo di testa spietato e vantaggio. I canarini scompaiono definitivamente e subiscono i tentativi di Carobbio su punizione e un goal annullato a Mastronunzio per presunto fuorigioco, fino al raddoppio (2-0) del solito Larrondo che gioca poco, ma segna con continuità sfiorando persino la doppietta che si spegne sul palo.

Da una grande che si svaga nel campionato per conto proprio ad un’altra che cerca di uscire dalle paludi di una crisi di gioco e risultati: in un clima di autentica tensione e contestazione, il  Torino di Franco Lerda questa volta vince il Portogruaro (2-1), ma non convince a pieno, dovendo persino ringraziare dopo soli due minuti di gioco il genio di Rolando Bianchi che da posizione impossibile e con Madaschi alle spalle, riesce ad anticiparlo e ad incornare un cross tagliatissimo di Sgrigna, spedendolo alle spalle del portiere Rossi; la delusione del difensore si raddoppia quando il suo colpo di testa sbatte su un prodigio del solito Rubinho. Il pomeriggio del marcatore diviene un autentico incubo, nel momento in cui Lazarevic mette una palla al centro per l’accorrente Bianchi e nel tentativo di anticipo, Madaschi la insacca nella propria rete; la partita sembra all’epilogo ed invece a suonare la carica per i veneti ci pensa Altinier che con rabbia realizza una rete capolavoro su pennellata di Gargiulo ed è poi Cristante proprio negli ultimi istanti della gara a terrorizzare Lerda, centrando una traversa che avrebbe spinto i Granata in un baratro senza fine.. come dire che quando meno te lo aspetti, come per incanto la buona sorte ti viene a cercare.

La fortuna che finalmente arride in casa Livorno, a seguito di un avvio di campionato che disastroso è dire poco: dopo aver mancato più volte l’appuntamento con il goal, gli amaranto toscani nell’anticipo di Venerdì devastano come un ciclone il malcapitato Ascoli “al Del Duca” (1-5), grazie alle doppiette di Surraco e Dionisi ed al rigore realizzato da Danilevicius: il capolavoro della bandiera firmato da Moretti stride nel bel mezzo della serata da letargo in cui sono caduti i difensori bianconeri.

Chi non dorme affatto è l’Atalanta di Colantuono che si va a prendere con le brutte (0-2) i tre punti a Sassuolo: illuminanti gli assists di Doni e Carmona dalle retrovie e splendide le finalizzazioni di Ardemagni e Ruopolo per un doppio-vantaggio che piega già nel primo tempo le illusioni della squadra di Arrigoni che si scopre essere Catellani-dipendente già dopo questi primi appuntamenti del torneo cadetto; troppo sofisticati i successivi tentativi alla rinfusa di Bruno, uno dei quali a dir poco spettacolari dopo un palleggio reiterato con la testa; la speranza è che il rientro dopo quattro mesi di Noselli possa ridare alla squadra targata Mapei la verve offensiva che latita da tempo.

La stessa verve da goleador di cui si è riappropriata Bonazzoli in quel di Reggio Calabria; il bomber della Reggina non smette più di segnare e contro il Vicenza si scatena ancora, mettendo a segno una rete importantissima e decisiva che regala tre punti fondamentali a seguito di una partita a flipper (3-2) che vede prima il vantaggio degli ospiti con Bastrini, poi il pareggio di capitan Missiroli e di nuovo il sorpasso dei biancorossi che in dieci, a causa dell’espulsione di Di Matteo, ringraziano Baclet per la trasformazione impeccabile di un rigore solare concesso dall’arbitro Giacomelli; il nuovo equilibrio è però nell’aria e ci pensa Campagnacci a ristabilirlo, raccogliendo una corta respinta del palo su tiro di Rizzato, prima della rete del definitivo sorpasso realizzata di testa, come già detto, dal bomber reggino.

Sul fondo della classifica rimane a piangere un Piacenza che fa troppa fatica a trovare la via della vittoria: nemmeno con un Cacia in formato di grazia (doppietta per lui) ed in superiorità numerica per l’espulsione di Legati, riesce ad avere la meglio dell’arcigno Padova che con il ritorno di Vantaggiato condito dal cinismo dello straripante Succi (bellissimo il suo secondo goal) si porta a casa un ottimo pareggio (2-2).

Chi non ci sta a prenderle e reagisce con vigore (2-0), è invece il Grosseto del redivivo Checco Moriero che, ironia della sorte, ritrova proprio al debutto stagionale la sua ex-squadra: il Frosinone di Carboni. I maremmani, grazie alle marcature di Guidone e Turati, fanno un bel balzo in classifica sfruttando le ingenuità difensive della difesa gialloblù e la stupida espulsione del sempre nervoso Santoruvo che lascia in dieci i compagni fin dal primo tempo per le inutili e ripetute proteste rivolte all’arbitro.

Pecca di ingenuità anche il Crotone di Menichini che contro una Triestina quadrata e sorniona, si fa attaccare troppo nei primi venti minuti, subendo la rete del vantaggio grazie ad una giocata vincente di Antonelli, eccelso nell’imbeccare con un cross teso e preciso la testa di Godeas; i rossoblù applicano un forcing autoritario e continuo per tutto il tempo rimanente, ma si fanno cogliere impreparati sulle ripartenze spietate culminate dall’assolo di Marchi e dalla staffilata di Filkor (3-0).

Cittadella ed Empoli decidono di regalare un primo tempo alla noia per poi scatenarsi nella ripresa (2-3): prima il doppio vantaggio toscano con il neo-entrato Foti che dai venticinque metri esplode un sinistro a giro impeccabile e con la papera del portiere Pierobon che vede in ritardo il tiro-cross di Musacci e lo lascia entrare nella porta sguarnita; poi ci pensa il supergoal in rovesciata di Piovaccari e la giocata in spaccata di Gasparetto a riportare la partita in parità, ma quando la gara sembra ormai finita è Mori in pieno recupero, su schema da calcio d’angolo, a far sorridere i toscani ed imprecare i veneti.

Il Pescara dopo un avvio di campionato in salita, insiste sui pedali ed espugna il fortino Albinoleffe, grazie alla palombella firmata da capitan Olivi allo scadere del primo tempo; nella ripresa i lombardi in disarmo ed incerottati oppongono resistenza fin quando possono, riuscendo ad agguantare un pareggio insperato grazie ad un rigore trasformato da Cissé, ma poi sono costretti a piegarsi definitivamente (1-2) alla gran giocata dai trenta metri di Bonanni.

Ancora una volta sono le prodezze dei portieri a riempire la nostra rubrica CineSerieB: strepitosa la risposta di Rubinho (Torino) su Madaschi e le parate a ripetizione di Frison (Vicenza) e di Colombo (Triestina); per quanto concerne le marcature, da rivedere mille volte la devastante sforbiciata volante di Piovaccari (Cittadella), il bellissimo quanto inutile bolide scagliato da Moretti (Ascoli), lo sberlone dai trenta metri di Filkor (Triestina) ed il pallonetto millimetrico di Olivi (Pescara), mentre sono da scuola calcio il rigore trasformato da Baclet (Vicenza), il colpo di testa in avvitamento di Bianchi (Torino), il palleggio in area di rigore della foca Bruno (Sassuolo) e gli stop&go che propiziano il secondo goal di Ruopolo (Atalanta) e la doppietta di Succi (Padova).

Per chiudere, prima di ricordarvi il posticipo di stasera fra il sorprendente Novara e l’altra neo-promossa Varese, eccovi l’attuale classifica del torneo:

Siena 17; Novara* e Empoli 13; Atalanta 12; Reggina 11; Padova, Triestina, Crotone, Vicenza, Portogruaro e Torino 10; Livorno, Pescara, Ascoli e Frosinone 9; Grosseto e Modena 8; Sassuolo 7; Varese* 6; Albinoleffe 5; Cittadella 4; Piacenza 2.
(*una partita in meno) 

Andrea De Marco www.calciopress.net

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