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La Fiorentina non attraversa un buon periodo, tutt’altro. La batosta subita al Franchi da un Palermo giovane e scintillante deve essere ancora metabolizzata dai tifosi viola. Il legame con le maglie resta però sempre intenso a Firenze. Certo la curva Fiesole (nella foto) non ha alcuna intenzione di interrompere il sostegno finora concesso alla squadra. Proponiamo ai lettori di Calciopress un interessante contributo su questo tema, che interessa ovviamente molte altre tifoserie scioccate dal calcio moderno del terzo millennio. E’ tratto dal sito web Dodicesimo Uomo la voce dei tifosi viola e vorremmo condividerlo con i  nostri lettori (Sergio Mutolo)

“When they kick at your front door/ How you gonna come?/With your hands on your head/Or on the trigger of your gun! (The Clash – The Guns of Brixton-1978)

Eh già, la domanda che si facevano i mai dimenticati Jones e Strummer è oggi più che mai – metaforicamente – legittima: quando ci prendono a calci la porta, come andiamo ad aprire, a braccia alzate o con il dito sul grilletto?

Ecco, fuor di metafora, oggi noi tifosi come dobbiamo porci di fronte a tutto quello che ci stanno facendo? E, per di più, viene da chiedersi se veramente abbiamo chiaro quello che ci stanno facendo? Ma ancor prima, a ritroso logicamente e psicologicamente, chi siamo?

Siamo il calcio, quello vero, quello fatto di emozioni e passioni, siamo quelli che vivono all’infinito 90 minuti, che pensano calcio, vedono calcio, sentono calcio, vivono calcio. Siamo quelli che usiamo i nostri colori come segno di identificazione, i nostri inni come colonna sonora di un’intera vita, le nostre gioie come voglia di vivere, i nostri dolori come momenti di nero da superare in fretta. Siamo gente che ama alla follia, o meglio siamo folli che hanno imparato l’amore e lo insegnano a propria volta. Siamo contagiati e contagiosi, orgogliosamente imperfetti, eroicamente stupidi, coscientemente incoscienti. Siamo capaci di tutto per niente. Siamo soli anche in mezzo a migliaia come noi ma ci sentiamo a casa ogni volta che vediamo i nostri colori. Vinciamo e perdiamo per interposta persona, ma poi in fondo pensiamo che sono quelli che vanno in campo che giocano casualmente al posto nostro. Senza di noi crediamo che il mondo non esisterebbe, con noi il mondo è migliore.

Ma di fronte a tutto questo, forse proprio per questo, quelli che lentamente ma inesorabilmente ci hanno strappato il giocattolo dalle mani, hanno cominciato a darci calci in faccia.

Hanno rubato le nostre maglie, riempiendole di vergognose patacche; hanno preso i nostri scarpini colorandoli come a carnevale; hanno drogato le nostre squadre per vincere senza gloria; hanno cambiato le regole per far contente le televisioni; hanno comprato e venduto giocatori per strappare le bandiere; hanno parlato sempre di bilanci ma mai di sogni; hanno silenziato i microfoni per non far sentire le nostre voci; hanno rovinato gli stadi per arricchire quattro palazzinari; hanno represso la nostra voglia di vivere spengendoci i fumogeni; ci hanno levato l’appartenenza sciogliendo i gruppi; hanno tarpato le ali alla nostra fantasia togliendoci gli striscioni; hanno rovinato il tempo dell’attesa dandoci parole vuote ogni secondo; hanno spento l’ardore con gabbie e reti; hanno rovinato i nostri riti laici inventando un calendario inesistente; hanno trasformato le domeniche in settimane e le settimane in mesi; hanno fatto diventare tutti campioni tanto che i campioni non esistono più; hanno voluto ministri poliziotti che colpissero i tifosi e parlamentari tifosi che gli indicassero chi colpire; hanno sparato a Gabriele Sandri e hanno detto che era un caso; hanno diviso chi era unito con tessere per dire chi era bravo e chi no; hanno messo barriere di ogni tipo per impedirci di andare allo stadio; hanno voluto stadi vuoti per riempire i divani; hanno messo i tifosi finti per coprire gli stadi vuoti; hanno fatto tutto questo ed altro e poi hanno cercato qualcun a cui dare la colpa… E, magicamente, per questo noi eravamo perfetti.

Ma hanno fatto i conti senza di noi. Siamo tifosi e lo saremo sempre: non alzeremo mai le mani”

Redazioneweb – www.calciopress.net

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