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Il presidente della Figc, Giancarlo Abete (nella foto), è intervenuto stamattina alla trasmissione “La politica nel pallone” su Gr Parlamento. Argomento del giorno la partita Italia-Serbia, in programma domani sera al Ferraris di Genova. Si tratta della quarta gara che la Nazionale azzurra del ct Prandelli affronta nel girone C per le qualificazioni a Uefa Euro 2012.

“Quello di domani con la Serbia è un passaggio chiave. L’Italia è partita bene, in linea con l’ultima qualificazione; ma a Genova dobbiamo cercare di vincere per raggiungere quota 10 ed essere più tranquilli a marzo, quando riprenderanno le gare del girone”, spiega Abete.

L’opera di ricostruzione iniziata da Cesare Prandelli procede bene. Due vittorie e un pareggio in tre gare ufficiali sono un bell’inizio secondo il presidente della Federcalcio: “La Nazionale sta cercando di tornare grande e lo farà attraverso lavoro, sacrificio e capacità di fare scelte giuste. Dobbiamo anche avere la consapevolezza che il calcio italiano vive una fase di transizione difficile. Non è soltanto uno schema a fare la differenza”.

Domani l’Italia trova una Serbia ferita dalla sconfitta interna di venerdì scorso contro l’Estonia: “Nel nostro girone – ammette il presidente – ci sono stati due risultati non preventivati, ovvero la vittoria dell’Irlanda del Nord in Slovenia e quella dell’Estonia in casa della Serbia. Il vero rischio è che si giocano poche partite, sono 10 e noi ne abbiamo fatte già 3. Se si commette un errore nel girone di qualificazione, si paga amaramente”.

Al lavoro di Prandelli si affianca quello di tre personaggi come Sacchi, Rivera e Baggio che puntano sulla riqualificazione dei settori giovanili, serbatoio fondamentale per la Nazionale A. Dice Abete: “Sono persone che hanno grande attenzione nei confronti della qualità, dell’organizzazione, del settore giovanile. Non sono uomini immagine. Sacchi segue costantemente l’Under 21 e le altre selezioni giovanili, sta svolgendo un lavoro a 360 gradi. Ha incontrato i rappresentanti dei settori giovanili delle società di serie A e serie B, mentre Baggio e Rivera stanno mettendo a punto un piano per il rilancio del settore giovanile e delle scuole calcio. Si tratta di personaggi di primissimo livello ma non si può pensare che problemi strutturali vengano risolti in poco tempo”. 

Ste. Mu. – www.calciopress.net

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