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La Federcalcio serba passa al contrattacco e accusa l’Italia di non aver svolto i controlli adeguati al regolare svolgimento della partita Italia-Serbia giocata al Ferraris di Genova.

Per questa ragione vuole chiedere la ripetizione della gara interrotta al 6’ a seguito dei disordini creati dai tifosi slavi (nella foto).

A muovere le accuse è stato il presidente federale in persona, Tomislav Karadzic (omologo di Giancarlo Abete della Figc), secondo il quale in casi similari ”i padroni di casa sono responsabili per l’organizzazione. Secondo il protocollo della Uefa, chi ospita un evento deve fare il possibile per prevenire incidenti. Noi abbiamo fatto ciò che dovevamo, abbiamo sollecitato l’attenzione dell’Italia sul rischio di disordini”.

Viceversa le autorità italiane, secondo Karadzic:  ”Non hanno fatto nulla per prevenire gli incidenti nonostante i nostri avvertimenti. Non hanno fatto nulla neppure dopo aver assistito ai disordini nell’immediata vigilia della partita”.

Senza contare che, spiega il presidente della Federazione serba, ”chiunque sia in possesso di un passaporto ha il diritto di acquistare un biglietto e di viaggiare. In questo caso, per assistere ad una partita di calcio”.

Per queste ragioni Karadzic vuole incontrare a tamburo battente (probabilmente il 18 ottobre) il presidente dell’Uefa, Michel Platini, per chiedere la ripetizione della partita: ”Parleremo con Platini, cercheremo la soluzione migliore. Quella più onesta sarebbe rigiocare la partita, ma al momento è solo il nostro desiderio”. 

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Lu. Cian. – www.calciopress.net

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