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La Uefa ha reso noto oggi che la Commissione Disciplinare prenderà la propria decisione sull’interruzione della gara Italia-Serbia venerdì 29 ottobre e non giovedì 28. Dalla stessa fonte si apprende che non si terrà il previsto incontro del 25 ottobre tra la Figc, la Federazione serba e il delegato Uefa.

Nel frattempo il presidente della Figc, Giancarlo Abete, ha ribadito la posizione della Federcalcio ai microfoni della trasmissione “La Politica nel Pallone” su Gr Parlamento: “Siamo sereni. Penso che sia corretto da parte della Figc non fare previsioni, ma mantenere un profilo di serenità, sapendo che da parte della Figc è stato fatto tutto quello che poteva essere fatto. Gli eventi sono accaduti in un modo individuabile e quindi, da questo punto di vista, siamo vittime di questa situazione. Avevamo organizzato una partita che doveva essere una festa di sport, con tanti bambini allo stadio. Non è stato possibile. La commissione disciplinare della Uefa valuterà cosa è successo”.

In merito alla ripetizione della gara richiesta dal suo omologo serbo Karadzic, Abete ha spiegato: “Ripetizione della gara? Secondo me bisogna non commettere l’errore di alimentare polemiche. Abbiamo fiducia e rispettiamo gli organi di giustizia sportiva. Ci sarà un primo grado, se ci fossero responsi non graditi si può andare al jury d’appel. La situazione in Serbia si è manifestata complessa anche tra la Federazione e la polizia nel territorio. E’ mancato coordinamento tra la Federazione serba e la polizia serba per motivi collegati magari ad altre priorità. Detto ciò, lasciamo spazio alla valutazione della commissione disciplinare senza alimentare logiche di contrapposizione”.

Anche il direttore generale della Figc Valentini è tornato in mattinata sui fatti accaduti martedì sera al Marassi di Genova, stavolta ai microfoni di Radio Anch’io: “La Uefa ha chiesto una relazione alla federazione serba. A noi al momento non ha chiesto niente. Abbiamo provveduto a inviare le immagini. La base sulla quale si orienterà il giudizio è costituito dal referto dell’arbitro e dalla relazione del delegato Uefa. Dopo, come in tutti gli ordinamenti, ci sarà la possibilità di un secondo grado che sarà fissato successivamente. Rigiocare la partita, magari anche a porte chiuse, sarebbe il miglior regalo da fare alla squadra serba”.

Redazioneweb – www.calciopress.net

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