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Il Viareggio blocca la capolista Atletico Roma grazie ad una prova gagliarda e senza inutili orpelli. L’incontro vive sull’equilibrio, a spezzarlo ci pensa un inzuccata del bomber Ciofani al 35′ del primo tempo. I toscani barcollano ma non mollano. Nella ripresa il tecnico Scienza getta nella mischia Marolda: l’attaccante non è in perfette condizioni fisiche, ma ha il fiuto del gol. Infatti al 28′ la punta lucana batte di testa l’incolpevole Calderoni. Inutile l’arrembaggio finale dei capitolini che non riescono a scardinare la difesa locale. Termina 1-1, pari giusto che accontenta entrambe le squadre. 

Una doppietta del “sempreverde” Catania permette alla Nocerina di sconfiggere tra le mura amiche il Cosenza. L’undici di Auteri inanella la terza vittoria consecutiva conquistando nel contempo il secondo posto. La partita è godibile con i molossi che cercano di arrivare alla rete attraverso il bel gioco. Di contro il Cosenza rintuzza gli attacchi avversari agendo di rimessa. Bastano dodici minuti ai padroni di casa per passare in vantaggio: Catania finalizza una bella trama di gioco con un destro al sette. I rossoneri insistono alla ricerca del raddoppio ma, al 2′ della ripresa, devono subire il pari di De Rose. I campani non demordono e dopo cinque minuti effettuano il nuovo  sorpasso: stavolta l’attaccante siciliano batte il portiere Petrocco con un preciso sinistro. Gara in archivio con i calabresi incapaci di rendersi pericolosi. 

Chi pensava che il Gela fosse solo una formazione casalinga deve ricredersi. I siciliani conquistano la seconda vittoria in trasferta (la quarta consecutiva) ai danni della Juve Stabia. La squadra di Provenza interpreta la gara egregiamente lasciando sfogare le vespe e conquistando terreno con il passare dei minuti. La rete del match winner Docente giunge al 20′ della ripresa: la punta risolve con freddezza una mischia in area campana. Gli stabiesi sono delle belve ferite e si riversano in avanti a testa bassa, ma la difesa ospite  tiene fino al termine.  

Nel confronto tra ex seconde, il Taranto interrompe la serie di vittorie consecutive (quattro) del Benevento. Al “Santa Colomba l’incontro è avaro di emozioni, ma intenso e, a tratti, ruvido con otto ammoniti e due espulsi (uno a fine gara). La partita è equilibrata fino alla giusta espulsione  del tarantino Antonazzo che paga per un ingenuo fallo di reazione. Nella ripresa i sanniti, forti della superiorità numerica, cercano di schiacciare nella propria metà campo gli jonici che, agevolati dagli attacchi disordinati degli avversari, tengono bene il campo. Finisce 0-0 con una zuffa finale davvero indecorosa. Nota a margine merita l’arbitro Barbeno. Il direttore di gara utilizza un metro di giudizio cervellotico, al quale cerca di porre rimedio con una pseudo compensazione. La gara gli sfugge dalle mani per manifesta incapacità. Il  parapiglia finale tra i giocatori avviene anche per colpa sua.

Lascia a desiderare anche l’arbitraggio del sig. Carbone nel derby tra Lucchese-Pisa. Entrambe le formazioni recriminano per episodi dubbi in area di rigore avversaria. L’incontro, comunque, è equilibrato: il primo tempo è appannaggio dei pisani, mentre nella ripresa si segnala la supremazia dei locali. Le reti cadono entrambe nella seconda frazione: al 16′ un preciso diagonale di Marotta porta in vantaggio i rossoneri, mentre il pareggio pisano giunge al 46′ grazie ad una sassata di Tabbiani. Tante, a fine gara, le recriminazioni degli uomini di Favarin che ,dopo il vantaggio, hanno sfiorato il raddoppio in più di una circostanza rimanendo, successivamente, in dieci a causa dell’espulsione, al  35′ del secondo tempo, dello stesso Marotta.  

Pirotecnico 3-3 tra Barletta e Cavese. Un incontro folle con i ragazzi di Sciannimanico che passano in vantaggio al 33′ del primo tempo con un destro mortifero di Guerri, ma dilapidano, come al solito, parecchie palle-gol. La contesa sembra ormai ai titoli di coda, quando al 10′ della ripresa viene espulso il blufoncè Troise. Gli aquilotti, però, trovano risorse inaspettate e ribaltano il risultato grazie alle marcature di Schetter (al 26′) e Ciano (36′). I biancorossi  tentano il tutto per tutto, Lucioni sale in cattedra firmando due reti in otto minuti: al 40′ di testa e al 48′ con un chirurgico pallonetto. Conti chiusi? Assolutamente no, perchè i campani riprendono la partita per capelli  per merito dell’opportunismo di Ciano. Delusi i tifosi di casa che pregustavano i tre punti. 

Anche Foligno e Siracusa si dividono la posta, ma l’incontro è sicuramente meno pirotecnico di quello dello stadio “Puttilli”. Gli umbri si lasciano sorprendere dagli ospiti subendo una rete a freddo (al 6′) con un tap-in di De Angelis. I falchetti, scossi dallo svantaggio, si riversano in avanti senza successo, anzi sono i siciliani a sfiorare il raddoppio in contropiede. Solo a due minuti dal termine della partita gli sforzi degli umbri vengono premiati: Fondi semina il panico sull’out sinistro ed opera un traversone al centro, dove Cavagna è lesto a infilare in rete. Pari meritato e sospiro di sollievo dei supporters del Foligno per il pericolo scampato. 

Vince di misura il Foggia che si aggiudica il derby contro l’Andria. Allo “Zaccheria” però sono gli ospiti a passare in vantaggio allo scadere della prima frazione con la segnatura di Ceppitelli. In ogni caso i rossoneri, come da copione, non si abbattono e macinano gioco con relative azioni da rete. Gli andriesi resistono fino al 43′ della ripresa, quando sono costretti a capitolare al gol di Sau. Ma non è finita perchè al 48′ la perentoria incornata di Iozza fa esplodere l’entusiasmo dei sostenitori foggiani. I satanelli possono finalmente festeggiare la prima vittoria casalinga del torneo . 

La Ternana del nuovo tecnico Orsi strappa il pareggio (0-0) al Lanciano. La contesa viene segnata da alcune decisioni della terna arbitrale: su tutte le espulsioni del portiere frentano Chiodini (per fallo di mani commesso fuori area) e di Di Cecco, quest’ultimo per doppia ammonizione. In buona sostanza gli abruzzesi, padroni di casa, terminano la gara in nove uomini. Malgrado questo sono proprio i rossoneri a tenere in mano il pallino del gioco e a colpire i legni, tre complessivamente, della porta di Visi. Il fischio finale viene accolto come una liberazione dalle fere. 

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